DI ALESSANDRO GILIOLI
ALESSANDRO GILIOLI
  1. Mi rendo conto che forse è inevitabile, è la politica.
    Peròdavverofacciofatica a sopportare come il referendum sulla Cartafondativa del nostroviveresocialesiapiegatoognigiorno in misuramaggiore non solo alla più contingente “politique politicienne”, ma proprio ai destinipersonali di moltipolitici, al loro “chi sale e chi scende” negliorganigrammi di potere.
    Questoèvero non solo nel Pd, ma soprattuttolì. Intendo dire tra le due-tre anime del Pd (renziani, antirenziani e clan autonomi pronti ad andare di qua o di là) che hanno trasformato una consultazione di tutti i cittadini sulla Costituzione in una parodia del loro congresso di partito – “congresso” peraltro in cui non ci si confronta su visioni diverse di Paese, ma solo sulla vittoria dell’una o dell’altra banda.
    Andrò a votare lo stesso, naturalmente, e voterò sulla Costituzione, per quello che è il mio pensiero in merito, giusto o sbagliato che sia. Cercherò di farlo senza pensare ai politici che il giorno dopo brinderanno o piangeranno non perché gli interessi davvero qualcosa della Carta fondamentale, ma solo per gli effetti del voto sulla loro banda, sulla loro corrente, sui loro destini personali.