DI EMILIO RADICE
EMILIO RADICE
PRIMO ARGOMENTO
Ho vari amici che voteranno per il NO, così come molti altri e io stesso voteremo SI. Ok, si hanno idee diverse per il futuro e differenti letture del passato. Ci sta. Poi però ogni tanto, al di fuori del dialogo fra noi, visito le pagine di diario di alcuni di questi amici, sia quelli del SI che quelli del NO, e devo dire che in quelle dei secondi mi capita di leggere cose che mi pongono più di un problema.
a) Intanto, ma forse è normale, fra chi dice NO e chi dice NO si avvia un fitto scambio di corrispondenza rafforzativa del NO reciproco. Cioè, non che ci sia da convincere qualcuno ma è bellissimo dare ragione a uno che ti dà ragione. E’ l’effetto eco, che rende potentissimi anche se si è in quattro. Ok ok, i NO sono molti di più, sono milioni, anzi sono la maggioranza, va bene? Vorrà dire che l’effetto eco sarà ancora più forte;
b) Nelle analisi che chi dice NO scambia con chi dice NO si parla spesso, ovviamente, di quei disgraziati che intendono votare SI. Ma i giudizi sono normalmente pesanti. Con una inversione della proprietà transitiva dell’amicizia (“un amico di un mio amico è anche amico mio”) se uno che vota NO è amico di uno che vota NO è per lui oggi problematico essere amico di uno che vota SI: ne deve rispondere al gruppo, ovvero al cloud di riferimento, e come minimo viene visto con sospetto. Mi è successo personalmente: siccome un mio amico vota NO e io gli avanzavo le mie obiezioni, lui mi ha chiesto di sospendere le reciproche notifiche di Fb fino a dopo il 4 dicembre. E così è avvenuto. Ma oggi sono andato a sbirciare nel dialogo fra lui e gli altri che la pensano come lui e ho scoperto che chi voterà SI viene chiamato come minimo, venduto, ma anche fascista, stronzo, leccaculo, testadicazzo, ecc. ecc.
c) Credo che obbligherei chiunque a chiedere scusa nel caso offendesse un amico mio. Ma la solidarietà di branco è forte e intuisco che non possa far sopravvivere certe sensibilità e certe decenze, senza parlare qui dell’amor proprio. Io però, senza aspettare il 4 dicembre, mi pongo seriamente il problema se cancellare (bannare) questi miei amici definitivamente. Da qui la domanda: ma siamo davvero sicuri che dopo il 4 tutto torna come prima? Secondo me no, e già questo è un cambiamento. In meglio o in peggio lo vedremo.
2) SECONDO ARGOMENTO
Il mio figlio più giovane, Bruno, 27 anni, una quindicina di giorni fa mi disse: “Pa’, non so bene che votare. Ho tanti amici grillini però…ma anche Renzi non mi convince”. Io gli risposi: leggi, prendi il testo della modifica, riguarda la Costituzione, e fai anche una ricostruzione storica di come siamo arrivati a questo punto; infine usa il tuo buon senso e vai a votare come credi.
Tre giorni fa ci troviamo a pranzare insieme e lui riprende il discorso: “Sai pa’, ho letto e studiato carte e discorsi per tre giorni di fila e mi so’ fatto una testa come un pallone”. Chiedo: a proposito di che cosa? “Del referendum pa’, te ne sei dimenticato?”. Ah, già il referendum. Beh, sei ancora in forse? “No, per niente. Ho letto tanto e poi mi sono messo in mezzo io, nel senso che ho provato a riflettere cosa convenisse a un giovane come me e a tanti altri come me, no a Grillo, a Renzi o a Berlusconi…”. Mbe? “Ora non ho il minimo dubbio, voto SI e agli amici che mi chiedono perché glielo spiego pure”. Sicuro? “Sicurissimo”