DI BOBO CRAXI

BOBO CRAXI

Il Segretario del nostro Partito paragona i compagni socialisti che hanno scelto di votare NO alla figura di Bombacci, la figura del novecento che iniziò la sua parabola politica da dirigente socialista e poi comunista di stampo rivoluzionario e filo sovietico e la terminó tragicamente aderendo alla RSI e finendo appeso per i piedi a Piazzale Loreto.
Una similitudine storica quanto mai azzardata e piuttosto fuori contesto per ritenerla adeguata od offensiva.
Vero si é che la Comunità Socialista si é divisa alla stregua di altre sul voto referendario che si é giudicato nel merito prescindendo dagli schieramenti e dalle forze in campo o delle prospettive di breve durata in gioco.
É la nostra Costituzione e ad essa che un popolo libero deve fare affidamento e fiducia per l’avvenire e su molte questioni introdotte vi sono idee diverse ed opposte nella nostra comunità socialista.
Il Partito ha ufficialmente espresso un opinione ma registro una crescente opposizione e diversità di vedute fra elettori e militanti, il moltiplicarsi di iniziative a favore del NO, di questo bisogna tenerne conto senza demonizzazione. É un atteggiamento profondamente sbagliato e settario che considero inaccettabile sotto tutti i punti di vista. Schierarsi con i riformisti che esprimono scetticismo su questa revisione costituzionale non significa gettarsi fra le braccia dell’avventurismo.
Piuttosto i sostenitori del Si, dello strapotere politico e personale di questo Premier e del suo clan fiorentino politico ed affaristico appaiono ai nostri occhi socialisti della subalternità e della rinuncia.