DI ELIO LANNUTTI
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Ancora una volta, nell’assenza di vigilanza e controllo minimale delle cosiddette ‘Autorità’, i risparmiatori del Monte dei Paschi di Siena, ai quali furono appioppati bond bancari per circa 2 dei 4,3 mld di euro per finanziare nel 2008 l’oneroso acquisto di Banca Antonveneta, dovranno scegliere se impiccarsi con le proprie mani accedendo alla conversione dei bond, ricevendo in cambio azioni di nuova emissione di qualche centesimo, oppure aspettare che si stringa lentamente il nodo scorsoio, minacciato con l’esproprio criminale del bail-in.
L’ennesima polpetta avvelenata, prevede infatti la conversione del valore nominale di 4,3 miliardi di euro, per quasi la metà nelle mani del retail, in maggioranza correntisti della stessa banca che acquistarono agli sportelli le obbligazioni emesse dal MPS per finanziare l’acquisizione di Antonveneta, consegnando i titoli in cambio di azioni di nuova emissione, oppure non consegnarli con il rischio che l’operazione fallisca e che le obbligazioni vengano cancellate con un tratto di penna come già accaduto con l’esproprio, ai risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti, che aspettano ancora gli ‘arbitrati’.
Cambiano i suonatori, con Fabrizio Viola sostituito da Marco Morelli della JP Morgan, dopo una telefonata del ministro dell’economia Padoan, ma la musica, (o forse i rintocchi delle campane) al Monte dei Paschi di Siena, è sempre la stessa con decine di migliaia di clienti-risparmiatori-obbligazionisti costretti, come sempre a pagare per la gestione non trasparente delle banche e di una vigilanza se non complice, quantomeno inadeguata.