DI CRISTINA GIUFFRIDA

CRISTINA GIUFFRIDA

Un paio di giorni fà un amico mi sottopone un, chiamiamolo “articolo” (con rispetto per gli articoli giornalistici) letto su Unità tv.
Non solo l’articolo ma anche, e forse soprattutto, le reazioni dei pasdaran del momento.
Lo scritto si intitola: “La sindrome da “Conte Ugolino” della minoranza Pd” a firma di tale, a me ignoto, Capizzi.
Una “prece” a Bersani, perchè Bersani è una brava persona.
Mi tornano in mente le parole di Gaber che trasformo un pò per l’occasione:
“Qualcuno era del PD perchè Bersani è una brava persona. Qualcuno è del PD perchè Renzi non è una brava persona”.
Infatti, tutto lo scritto ruota intorno alla figura onesta, brava e preparata di Bersani che però vota NO e si fà promotore del NO.
Dio ci liberi da questi “Conte Ugolino”, come li chiama il Capizzi, che sono soliti (a suo avviso da me non condiviso) a “divorare i propri Segretari e /o i Presidenti del Consiglio espressione del proprio partito o della coalizione” come scrive testualmente questo signore.
A me risulta che Veltroni si sia dimesso dopo la debacle in Sardegna, mi risulta che Bersani si sia dimesso dopo l’ostruzionismo della corrente renziana.
Mi risulta che i segretari siano eletti “democraticamente”, mi risulta che ci siano state mezze calzette alla guida del partito e suoi predecessori, non mi risulta che il primo segretario, Berlinguer, fosse una mezza calzetta o fosse “osteggiato”.
Criticato sì, non condiviso altrettanto, contestato senz’altro ma non osteggiato.
Scrive Capizzi: “Bersani, dopo aver votato la riforma, ha, fino a pochi mesi fa più volte annunciato il proprio voto favorevole al referendum” nulla di più falso e mi metto nei panni di chi non ha seguito la faccenda sin dagli albori, come non credere?
Mi fà invece “senso” la reazione di chi dice che c’era ed oggi pare aver dimenticato tutte le volte che Bersani, per amore della ditta, ha detto “sissignore ma a condizione che mi cambi la legge elettorale”. “Si va bene te la cambio ma intanto tu vota”.
Questa storia è andata avanti per mesi e mesi di fiducia sino a quando, finalmente, l’ex segretario ha capito che “renzi è irrecuperabile” (ricordando le parole del padre fondatore di Renzi ossia De Mita).
Ecco poi, sempre sullo scritto, che si fa avanti la mia prima teoria secondo la quale chiunque si sarebbe giocato la carta dell’accordo firmato con Cuperlo (una cambiale in bianco vale di più) in merito alla legge elettorale.
“Insomma, cosa volete di più? Diventate offensivi se non vi fidate di Renzi”.
Ha ragione Capizzi, perbacco!
Come non credere ad “#enricostaisereno io voglio passare attraverso democratiche elezioni e non per giochi di palazzo”?
Ha forse dimenticato anche questa lo scrivano?
E sottolineo “anche” perchè vorrei sapere quale promessa o parola è stata mantenuta da Renzi.
Semmai ci fosse, credo che faremmo prima ad annoverare queste ultime piuttosto che la “serietà” del soggetto.
Lo scritto prosegue con una sequela di “brave persone”, tra cui Letta, rinnegate però dal PD prima e dallo scrivente adesso.
Qualcosa non torna.
Se sono “cavalli di razza” (cit), non possono essere burattini ai quali imponi la tua volontà.
Non sono nemmeno dei ragazzini che seguono lo svolgimento del tema dato dal maestro.
Hanno una cultura alle spalle, e mi riferisco anche al citato D’Alema, hanno una professionalità non indifferente oggi sconosciuta.
Hanno seguito il partito e suo segretario al punto di portarci qui dove siamo e se permettete, forse siamo noi, ex PD, a dover essere un pò incazzati ed aver permesso che del PD si facesse scempio.
Forse bisognava fermare in tempo la “dipartita” o forse era meglio controllare i seni per assicurarsi che le serpi non covassero al calduccio.
Allora rieccoli, i pasdaran, quelli che sino ad un anno fà aprivano petizioni perchè Renzi si dimettesse.
Quelli che, personalmente, non credo fossero nel PD prima dell’arrivo del boy scout perchè potrebbero anche seguire le orme del segretario ma nel contempo (come storia insegna) potrebbero prenderne le distanze quando quest’ultimo travasa bile contro la popolazione italiana dei dissidenti.
Se fossero stati nel PD questi grillo-piddini, sino a tre anni fà, il Capizzi se ne farebbe una ragione.
Capirebbe che la mutazione genetica è avvenuta e che non può permettersi di parlare di “sinistra” e sua estrema unzione apponendo un “poetico” epitaffio su una tomba da egli immaginata: “Il sol dell’avvenire è tramontato per sempre, nessuno ha più voglia di sinistra”.
A queste ultima parole io rispondo che se qualcuno pensa di aver fatto fuori la sinistra “per sempre”, non ha fatto i conti con la sinistra stessa che è molto più forte dell’araba fenice.
Oggi latita, è vero, e ne prende coscienza il Capizzi che parla del PD esattamente come non è, ossia, un partito di sinistra.
Non so se questo coming out sia volontario o meno ma so che le sue parole sono chiare: PD=altro.
Cosa?
Ci pensano i “talebani” grillo-piddini a spiegarlo con la sequela di insulti contro la minoranza dem.
Personalmente rimango in attesa di notizie meno inquietanti rispetto all’andamento del Paese che, ad oggi, mangia pane e senato.
Quel “senato” delle Regioni che più soldi avranno e meglio se la caveranno, secondo la riforma.
Meno soldi avranno, e peggio staranno.
Così sarà, se vi pare.