DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

La concessione del diritto di voto agli italiani residenti all’estero fu la battaglia della vita politica di Mirko Tremaglia, storico esponente della destra italiana dal Msi ad An. Come Ministro degli italiani all’estero (2001-2006) elaborò la stesura della legge che tradusse in realtà tale proposta. Un’innovazione che costò la vittoria al centro-destra alle elezioni politiche del 9-10 aprile 2006 che riportarono al governo il centro-sinistra dell’Unione del II Governo Prodi. Tremaglia non si pentì, malgrado forti critiche si levassero all’interno della Casa delle Libertà. Una stagione breve in cui i rappresentanti eletti all’estero, come il senatore argentino Pallaro, ex democristiano ammiratore di Rumor, furono decisivi per garantire la maggioranza all’esecutivo del professore bolognese travolto nel gennaio 2008 dall’inchiesta della magistratura che coinvolse il Ministro della Giustizia Clemente Mastella, leader dell’Udeur, e sua moglie. Adesso all’improvviso il voto all’estero torna alla ribalta della cronaca. Infatti il referendum costituzionale di domenica 4 dicembre si gioca su ogni preferenza possibile. Per la prima volta in 70 anni di Repubblica la Farnesina ha deciso di esercitare un ruolo attivo a sostegno del Sì. Un comportamento che ha scatenato una sequela di polemiche e vibranti accuse di palese interferenza denunciate soprattutto nel mese di agosto da Sel e poi dal M5S. Senza contare la profonda irritazione dell’opposizione per il tour elettorale attorno alle varie latitudini del globo terracqueo intrapreso dal Ministro delle Riforme Istituzionali Maria Elena Boschi. Terreni di caccia l’Argentina, l’Uruguay, il Canada. Situazione veramente paradossale in Svizzera. Due deputati Pd eletti nella Confederazione. Uno per il Sì Alessio Tacconi, uno per il No il veterano Claudio Micheloni di Neuchatel. L’alfiere governativo avrebbe ricevuto grazie alla legge di bilancio un contributo di circa 50 milioni di euro sotto la fumosa e dubbia copertura di promozione del Made in Italy. Nulla viene infatti lasciato al caso allo scopo di intercettare i 4 milioni di iscritti all’Aire. Al referendum di aprile votarono circa 780.000 italiani residenti all’estero. Questi particolari strumenti, assieme alla lettera di Renzi, alimentano la voce di eventuali brogli. L’ambasciatrice Cristina Ravaglia rilancia le obiezioni argomentate in occasione delle elezioni del 25 febbraio 2013. Secondo il diplomatico il principio del voto personale segreto e libero non viene tutelato e specifica le inadeguatezze del voto per corrispondenza che è stato sempre contrassegnato da un’elevata quantità di schede nulle.