DI ITALO CUCCI

italo-cucci

Il tifoso sammarinese Alan Gasperoni ha dedicato una cinquantina di righe su Facebook a Thomas Muller per dirgli quello che il mitico Wolinsky, prima su Harakiri eppoi su Charlie Ebdo, usava dire – con una sola parola – ai rompiballe: “Con”. Traducete e troverete il sintetizzatore ideale per respingere i disturbatori intellettuali non con cattiveria ma con quel tanto di sarcasmo – non l’ironia che va conservata per situazioni e persone più impegnative – che i Muller meritano. Frequentando calciatori da tanto tempo e avendo conosciuto anche i bettarini – dicesi di volontari del pallone, del sesso e delle ammucchiate televisive – ho imparato a sorridere delle loro intemperanze; ma questo Muller che se la fa con la nazionale di San Marino perché becca otto gol dalla Crante Cermania (come se fosse un Liechtenstein qualsiasi al quale noi educatamente ne abbiamo rifilati quattro perché non siamo spagnoli) merita di essere trattato come un essere normale, al di là della legittima rabbia dei sammarinesi. E allora gli do tre numeretti per spiegargli come va il mondo:
1)l’Onu, organizzazione politica cui appartiene anche il suo Paese, conta 193 nazioni associate;
2)il CIO, organizzazione sportiva cui appartiene anche il comitato olimpico del suo Paese, ne conta 205;
3)la FIFA, organizzazione calcistica cui appartiene anche la Federazione del suo Paese, ne conta 211.
La FIFA, dunque, non é la Champions League alla quale partecipano 32 club e lì son d’accordo anch’io che sono troppi perché vi giocano anche secondi e terzi, spesso materassi, tradendo l’alto spirito professionistico suggerito dai Fondatori nel ’55, quando la prima mitica Coppa Dalle Grandi Orecchie fu conquistata dal Real Madrid. La FIFA ha in sé anche l’UEFA, l’Unione Europea cui un giorno ha legittimamente aderito anche la Repubblica di San Marino, un piccolo stato dell’Europa che ama tantissimo lo sport, al punto di primeggiare anche nelle Olimpiadi dei Piccoli Stati la cui edizione 2017 si svolgerà proprio nella Repubblica del Titano presentando atleti di Andorra, Cipro, Islanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Montenegro e di San Marino, naturalmente.
Visti i precedenti olimpici, un giorno del 1983 – dirigevo Stadio – istigato dal collega Vittorio Piccioli, sammarinese in pectore, suggerii a Giorgio Crescentini, presidente del calcio locale, di aderire all’UEFA, cosa che fece superando qualche ostacolo burocratico ma conquistando il diritto sacrosanto di vedere la sua nazionale partecipare ai Grandi Giochi dove una piccola squadra può incontrare il favoloso Brasile e la Crante Cermania. Più tardi ebbi l’onore di essere invitato all’inaugurazione di un bello stadio. Mi trovai accanto a Michel Platini, presidente UEFA, orgoglioso dell’adesione di quel piccolo paese turrito azzurramente posato nel cuor della Romagna. Dove i Thomas Muller li chiamiamo “tognini” offrendogli bicchierate di moscateller von San Marino. Fate voi.
Italo Cucci
Dal Quotidiano Nazionale Resto del Carlino

calcio-san-marino