DI MITA MEDICI
MITA MEDICI
Mi rendo conto ogni giorno di più che in cuor nostro troppo spesso siamo dei mentecatti. Troppo spesso ci ergiamo a giudici di questo o quello, senza prima avere fatto un sano esame di coscienza su noi stessi. I social ci hanno resi più asociali che mai, spocchiosi, illusi, invadenti e ignoranti. Sputiamo sentenze su persone e personaggi dal basso delle nostre frustrazioni camuffate da idee, da i gusti son gusti, dalla democrazia ai tempi del web, e via dicendo per giustificare il nostro illusorio “esserci” laddove sarebbe molto più prezioso “non esserci” ma ascoltare, leggere, meditare, fare. Ma così è, e allora pazienza, tra le tante castronerie che leggo in questi giorni vien fuori che Bob Dylan è un gran maleducato perché non va a ritirare il Nobel. E allora ci metto anche la mia di castroneria… Ma che cosa ha nella testolina certa gente? Cosa hanno condiviso dal piatto della loro vita col mondo intero per criticare un artista che non ha mai chiesto nulla ma ha saputo dare a diverse generazioni una serie di emozioni infinite proprio perché coerente con la sua unicità, non omologazione e certo anche con del sano egoismo. Egoismo talmente rispondente al rispetto di se stesso, che il non andare a ritirare il Nobel, nella cornice omologata e stantia che la consegna dell’ambito riconoscimento ogni volta ripropone, diventa uno dei gesti più generosi e coerenti che un menestrello geniale, poetico e scorbutico, quale Dylan è ed è sempre stato, abbia potuto donare in età matura, e quindi in piena coscienza, al mondo intero. Daje Bob! Chi ti ha capito ti ama.