DI ANNA LISA MINUTILLO
ANNALISA MINUTILLO
A volte si diventa branco che segue le indicazioni e questo nella mia vita non mi è mai piaciuto.
Parliamo di pace senza renderci conto che anche qui in una dimensione virtuale siamo sempre più propensi a giudicare, ad emettere sentenze gratuite senza conoscere nulla delle vite altrui
Puntiamo l’indice e dove non arriva quello arriva il pollice su del like che molti inseguono come se questo potesse servire a dare loro un posto nel mondo.
Si guerreggia per chi saluta al mattino e chi invece non lo fa senza mai fermarsi a pensare che esistono la vita reale, gli impegni, le relazioni concrete, gli spaccati privati , i ritmi lavorativi che non sono uguali per tutti e che non sempre si riesce a seguire tutti e tutto .
Si giudica chi ha voglia di apparire e si mette in vetrina con i selfie, chi racconta ogni singolo movimento della sua giornata, portandoci all’interno di ciò che vive ed a volte mostrandocelo anche.
Si scambiano per scontrose o menose le persone che non lo fanno, quelle che sono discrete anche nella vita reale e che di conseguenza si pongono nello stesso modo anche nella dimensione virtuale.
C’è chi ci mette al corrente delle sue conquiste sentimentali, chi inveisce contro il compagno/a quando una relazione finisce.
Ci sono amicizie che terminano a suon di offese quotidiane, persone che “rubano” i pensieri altrui facendoli propri senza citare la fonte di provenienza. Ci sono persone che seguono o tentano di seguire il tuo modo di essere ,le tue passioni con scarsi risultati ma senza mai spendere una parola di ammirazione per chi tentano in qualche modo di imitare.
Questa è la tristezza di questa grande piazza, questo è il limite di Fb come di ogni altro canale social, mai il confronto ma nella maggior parte dei casi solo lo scontro, l’aggressività che appartiene a chi forse una personalità ed un equilibrio con se stesso/a non l’ha ancora raggiunto.
Sempre meno dialoghi diretti e la crescita di parole nascoste e fagocitate prima dalla rete , parole che quasi mai poi si direbbero nel reale, parole che non tengono conto delle conseguenze a cui potrebbero portare.
Un pensiero anche “ai vitelloni de noiartri “che ci provano maledettamente con chiunque senza portare a casa nessun risultato perché non è facile farsi incantare da due o tre paroline scritte il più delle volte facendo un volgare copia incolla sulle bacheche delle “pollastrelle” più appetibili .
Nella maggior parte dei casi con moglie già in camera da letto e figli nella stanza accanto ma così , va di moda e fa figo ed allora ..giù a decantare lodi a chi non si conosce .
E poi ci sono le donne a cui un ciao scritto due volte per due giorni di fila fa scattare il trip dell’innamoramento, non ci stanno più dentro, impazziscono infoiate e contattano le amicizie comuni per saperne qualcosa in più di chi nemmeno se le fila di pezza ma fa con loro esattamente quello che da anni fa con voi: vi invia solo un saluto , tutto qui.
Violenza per giudicare , per fare del male, violenza gratuita e distruttiva nonostante si legga che qualcuno/a non regge alle infamie e si toglie anche la vita, pochi che si accorgono di quanto questo meccanismo perverso possa fare male.
E poi da ultimo lo stupore vomitevole nell’apprendere che i commenti del tipo: se l’è cercata arrivano proprio dalle stesse “donne” , si proprio loro quelle che per anni ci hanno ammorbato con le loro lotte per la parità , per essere riconosciute nello stesso modo in cui vengono riconosciuti gli uomini nella società.
Quegli uomini che tanto hanno disprezzato per i loro atteggiamenti , per la loro superficialità , quegli uomini a cui hanno finito con l’assomigliare sempre più.
Una ruota che gira, solo indignazione momentanea ma il giorno dopo aver giudicato chi si è spinto oltre, chi poteva evitare filmati hard, sono qui a guardare dal buco della serratura questi “vip” che alla fine sono uomini e donne esattamente come lo siamo noi a cui noi diamo tutto questa visibilità, seguendone i movimenti , adulandoli ed imitandoli intanto che loro vivono la loro vita senza nemmeno sapere chi siamo noi.
E ‘ il loro momento adesso, tutti a fare la scoperta dell’acqua bagnata, tutti a riempire di epiteti chi il giorno dopo appare al naturale , senza chili di cerone e trucchetti vari , come se nessuno sapesse che il trucco fa miracoli, che la tonicità svanisce con gli anni, che lavato via ciò che ricopre ci si scopre, ci si mette a nudo .
Donne rabbiose, magari neanche tanto bellocce che vivono questa condizione affondando il dito nella piaga quasi come se volessero riscattarsi ma di cosa? non si sa.
Quando e se si sta bene con se stesse non si sente il bisogno di annullare gli altri per affermarsi.
Eh lo so bene che chi decide di esporsi , di mostrarsi in pubblico deve accettare di tutto , quello che ancora non so o meglio potevo solo presagire è che non troverete mai la vostra pace scegliendo di diventare vuoti involucri e poco raziocinanti in alcuni momenti.
Altro che giornata della pace, cuoricini e cose simili, leggetevi quando scrivete, guardate e pensate bene prima di pubblicare foto altrui, interrogatevi piuttosto su chi siete voi e smettete di assomigliare a macchine da guerra sempre incazzate con il mondo intero.
La pace deve nascere dentro di voi prima e mi sa che siamo ancora lontani da questo obiettivo ahimè.
Ora lo so che ci saranno divisioni di pensiero, a qualcuno finirò di stare cordialmente sulle palle, ad altri darò conferma di ciò che penso, altri non leggeranno nemmeno (in effetti è troppo lungo questo pistolotto) ma alcuni arriveranno fino in fondo ed è di quelli che abbiamo bisogno per cambiare le cose: di chi va fino in fondo ed ha il coraggio di dire sono d’accordo o meno, di argomentare, di regalare emozioni, di creare scossoni che irrompano nella piattezza di questo cortile del web.
Fate sempre in modo che quando vi viene chiesto : ” a chi vorreste assomigliare da grandi”? possiate rispondere , ” a me stessa” con fragilità, aspetti positivi, emozioni, potenzialità, creatività e l’incanto negli occhi quando guardate il mondo che è quello che non dovete perdere mai .