DI MICHELE MALAGUTI
MICHELE MALAGUTI
Sottopongo una riflessione alla vostra attenzione, soprattutto a quelli che “la Riforma favorisce la partecipazione e allarga gli spazi democratici per i cittadini”:
Puo’ in apparenza sembrare un elemento di secondaria importanza, ma in realtà più di altri disvela la filosofia che attraversa l’intero dispositivo Renzi- Boschi-Verdini.
Come sapete viene introdotto il “doppio quorum”, che dipenderà dal numero di firme raccolte per un referendum. Se superiori a 500000 ma inferiori a 800000, tutto rimane come ora, se invece le firme raccolte saranno più di 800000, allora il quorum affinchè il referendum sia valido si abbassa alla metà più uno dei votanti delle legislative precedenti. Bellissimo, dicono i sostenitori della riforma, così un referendum avrà più possibilità di essere validato, W la partecipazione..
Il problema invece è che in questo modo si verranno a creare referendum “di serie A”, quelli supportati da 800000 firme o più, un numero enorme, e referendum di “serie B”, se supportati da un numero di firme inferiori. E’ del tutto evidente che sul piano politico questi ultimi – anche se le firme fossero 750000, ovvero un numero praticamente mai raccolto per un referendum – sarebbero nettamente depotenziati e sostanzialmente disinnescati, perchè verrebbero percepiti e presentati, soprattutto se sgraditi a chi governa, come quelli “che NON HANNO raggiunto le 800000 firme”. In sostanza, referendum con una forza propulsiva effettiva già in partenza ridotta. Attraverso questo marchingegno, all’apparenza ragionevole, si alza invece DE FACTO il numero di firme necessarie per proporre un referendum. Alla faccia della partecipazione e della democrazia “dal basso”.