DI GIORGIO MAURI
giorgio mauri
A proposito dei sondaggi vorrei che fosse chiara una cosa: negli ultimi anni, qui in Italia, non hanno mai azzeccato nulla.
Clamoroso l’errore sul M5S delle ultime elezioni nazionali, la cui vittoria nessuno intuì neanche lontanamente.
Clamoroso l’errore di previsione sul PD di Bersani, che a un mese dalle elezioni era dato come vincitore sicuro, e che per varie ragioni poi perse, tra cui Santoro che dedicò una serata a Berlusconi che fagocitò Travaglio (diversamente da Renzi, che è stato asfaltato) e lo stesso Bersani che, a un mese dalle urne, comunicò la volontà di confermare tutta la vecchia classe dirigente.
Quindi su la guardia, perché di una sola cosa sono certo: i sondaggi che ci propinano sono totalmente sbagliati, e possono esserlo in qualsiasi direzione. Quindi ai NO l’invito a non abbassare la guardia, anche perché vincere con uno scarto ridotto produrrebbe effetti molto diversi da una vittoria netta.
Renzi se dovesse perdere per poco inizierebbe, dalla sera stessa dello spoglio, a dire di aver vinto e a comportarsi come se avesse vinto davvero.
Ma non dimenticate la “corte di collaborazionisti” che, come negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, lavoreranno anima a copro per difendere dei privilegi immeritati che un eventuale caduta in disgrazia del loro “capo” getterebbe nella polvere in men che non si dica.
Questo fenomeno accade tutte le volte che un capo incapace e senza qualità arriva ai vertici del potere. E’ del tutto ovvio che i suoi collaboratori saranno peggiori di lui, per cui non resta che “piangere”, come diceva il film.