DI LUCA SOLDI

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Il primo ministro si preoccupa troppo delle strane ed inverosimili alleanze che vedono una larga parte del nostro Paese contrario al modo con cui si è voluto stravolgere la Costituzione.
Il merito, però, è tutto suo e di pochi altri. Di quello strano algoritmo che circola nella sua testa e che mira a evidenziare complotti contro la sua visione del Paese. Quella dell’uomo ispirato che vuol dipingere tutto l’intorno ad immagine delle sue convinzioni.
Stia tranquillo il mondo, lì fuori non è assolutamente cambiato per niente, quei mondi sono ancora distanti, lontani. Nessuna santa alleanza contro di lui, ma piuttosto la consapevolezza che quelle modifiche non sono patrimonio comune.
E quei mondi a cui, lui oggi, vuol dare un tetto unico, sono ancora incompatibili, opposti. Troppa la lontananza sui valori, sui diritti. Sul rispetto. Sulle speranze, sulle radici che vengono da lontano ma che trovano ragione di esistere ancora oggi.
Niente ci lega, non ci sono calcoli sottobanco, non ci sono interessi economici o finanziari. Lei può benissimo restare a fare il suo “mestiere”, ad indirizzare nella sua “visione” il Paese. A guidare anche il maggiore partito del Paese.
Per questo le chiediamo, di non confondersi, di tenere ben distanti i piani.
Ma anche di non voler costruire un plebiscito fra forze del bene contro quelle del male.
Di non complicare una situazione che già la condanna per aver voluto spaccare, frantumare quel mondo a cui dice di rivolgersi. Mentre, invece, cammina a braccetto con tristi figuri che da decenni controllano le sorti di tutti noi.
Stia tranquillo, quello che accomuna a Salvini oppure altri, è meno di niente. Piuttosto vorremmo che ci raccontasse meglio come stanno le cose. Il perché di questo accanimento verso la Costituzione, il voler complicarne senso e significato per poi lanciare il messaggio opposto.
Lei piuttosto, invece di spiegare, ci dice: “In questo referendum vediamo che c’è un’accozzaglia di tutti contro una sola persona. Senza una proposta alternativa. Ma vi rendete conto che c’è Berlusconi e Travaglio insieme, D’Alema e Grillo insieme…”.
Mentre dimentica i suoi compagni di strada che resteranno ancora indissolubilmente con lei anche dopo il quattro dicembre.
Le sue parole a Matera, nel corso di una manifestazione a sostegno del ‘sì’ al referendum costituzionale, contro i sostenitori del ‘no’, non le fanno grande merito.
Non si affanni troppo ad ‘accoppiate’ incredibili. “Ci è riuscito un gioco coppie fantastico – ha però commentato – abbiamo messo insieme Berlusconi e Travaglio, si amavano a loro insaputa. D’Alema e Grillo uno: uno che sostiene la politica e uno l’antipolitica. Vendola e La Russa. È bellissimo. Siamo meglio di Maria De Filippi”.
Niente di tutto questo caro presidente le accoppiate, le accozzaglie lasciamole pure agli altri a noi preme solo il rispetto di valori e diritti. Mentre a lei, ci pare, interessa altro.
A noi preme “solo” ribadire che i principi a cui tutti dobbiamo fare riferimento sono quelli della sovranità popolare, del lavoro, come promozione e crescita umana e sociale, di una vera democrazia parlamentare, della solidarietà, del rispetto e della pace come cammino comune.

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