DI NELLO BALZANO
Non sapremo fino al 4 dicembre sera quale sarà l’esito del referendum costituzionale, ma possiamo affermare che un obiettivo è stato raggiunto: la rete dei social ha condizionato appieno la politica.
Da giorni è evidente come il presidente del consiglio ha deciso di arrivare sino alla fatidica data, viaggia per il Paese in lungo ed in largo, si chiude nelle sale affollate, mentre fuori il disagio e la protesta delle persone comuni sono tenuti alla larga, anche dalla sua visuale.
Tutto questo è evidente nei suoi proclami, negli annunci sulle future strategie, tutte incentrate a controbattere il fronte referendario avverso; è uscito di scena il mondo reale, quello che dovrebbe rappresentare il primo pensiero di un amministratore politico.
Quel mondo reale che è distratto dal voto, se non in piccole presenze di militanti, di incontri che richiamano pochi curiosi, se raffrontati al grande numero rappresentato dagli elettori, che ha altri problemi senza possibilità di confronto, perché gli strumenti per amministrare sono importanti, ma non devono entrare in competizione con loro, ma contribuire al meglio alla loro soluzione.
Ha vinto la rete, ancora una volta come nelle elezioni del 2013, da quando il partito virtuale dei 5 stelle ha iniziato ad occupare fisicamente i luoghi del potere, tanto da diventare oggi il primo bersaglio da abbattere.
Quante volte lo abbiamo sentito dire, il mondo dell’informazione cambierà radicalmente, ma probabilmente si pensava alla rete come uno strumento innovativo, veloce, che dava la capacità di interagire facilmente con tutti e tra tutti, anche con il mondo della politica lo vediamo nella loro incessante attivitá come mostrano la loro volontà di comunicare, manca solo che ci informano del numero di volte che vanno in bagno.
È un bene, è un male? Non lo sapremo mai, una cosa è certa oggi cercare di bloccarlo, rappresenterebbe la più grande forma di censura, ma resta un fatto che non si deve sottovalutare i politici non dovrebbero incentrare la loro attenzione solo al mondo virtuale, perché anche se sembra tutto esposto alla luce del sole, lì non si metteranno mai in mostra le tante condizioni di disagio e difficoltà che si attraversano quotidianamente, perché è nella natura di tutti evidenziari i propri momenti di vita positivi anche se pochi, far vedere che tutto ti va bene, perché i pochi che ti conoscono realmente mai ti umilierebbero con le smentite, ai tanti virtuali poco interesserebbe di farlo.
Ecco perché la realtà è importante, perché chi si occupa di gestirla non dovrebbe sottovalutarla e tutto sommato un minimo di autocensura per loro non guasterebbe, forse siamo ancora in tempo
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