DI MASSIMO NAVA

massimo nava

Dieci punti percentuali a favore del No alla riforma sembrano un distacco incolmabile. E’ vero che come dimostrano clamorosi casi recenti (Brexit, Trump) i sondaggi si sbagliano e di grosso. Ma erano sondaggi incapaci o impossibilitati a testare l’onda populista e anti establishment. Nel caso italiano, il voto contro, il voto anti establishment, contro la casta, contro il governo in carica, é giá in vantaggio e non può che crescere. E dire che la riforma vuole essere proprio una risposta a queste domande, vuole togliere un po’ di privilegi della casta e modernizzare il Paese. Ma é stata comunicata male e sostenuta peggio da Renzi e dalla sua squadra. E’ un altro paradosso. Questo é il governo che pur con tutte le insufficienze e gli errori ha fatto in due anni molto di piú di quanto sia stato fatto negli ultimi venti. Lo dicono le leggi approvate, le cifre, le statistiche in vari campi, dall’Europa all’evasione fiscale, dai diritti civili alle pensioni, dalle imprese alle infrastrutture, fino alla gestione credo ammirevole dell’emergenza terremoto. Quindi il nuovo teorema di filosofia politica é che basta governare per essere nel mirino dell’opinione pubblica e della sensibiità popolare. Basta rappresentare, a torto o a ragione, l’establishment per essere bocciati. Se poi un giovane politico un po’ inesperto e molto arrogante ci mette del suo… La comunicazione governativa é la vera tragedia dell’epoca Renzi : non serve invadere i teleschermi o raccontare quanto si é bravi, tanto molti non ci credono. Servirebbe una narrazione intelligente e fattuale, con confronti sulle cose concrete. Servirebbe evitare inutili e confusi talk show che ammorbano le nostre serate e partecipare ai veri confronti a tempo, all’americana, o come gli ultimi organizzati da Sky e da Mentana. Dunque prepariamoci al No. Non sará una tragedia, come non é ancora una tragedia la Brexit nonostante che la maggioranza degli inglesi oggi voterebbero per rimanere in Europa e abbia capito di avere commesso un suicidio economico e politico. Ma il voto contro porta anche a ingannevoli suicidi. Prepariamoci innanzi tutto a vedere sfolgoranti sorrisi di soddisfazione dei vari Berlusconi, D’Alema, Cirino Pomicino, Brunetta, Salvini, Monti, Bersani. Loro si che hanno capito il popolo e hanno interpretato la volontá degli italiani che volevano riforme ma non volevano le riforme di Renzi. Prepariamoci a raccontare ai nostri figli e nipoti che un giorno, forse nel 2064, un governo proporrá una riforma del senato e una maggioranza di senatori deciderá per la seconda volta di suicidarsi, abolendolo. Fino ad allora, si terranno stretti alla poltrona. Grazie al no, l’hanno scampata bella. Prepariamoci a vedere salire lo spread e a nuove fughe di capitali e investimenti a tutto danno dell’economia e del debito pubblico. Gli altri ci avevano detto di approvare, ma noi furbi e lungimiranti non gli abbiamo dato retta. Monti si che aveva capito come si gestisce un Paese. Prepariamoci ad assistere a un fantastico congresso del PD, al cui confronto un film di Tarantino é un cartone animato per bambini. Tutti coloro che sanno come si fa una politica di sinistra, che sanno che cos’é la sinistra, che vogliono ritornare nel solco della grande sinistra europea, quella per intenderci sconfitta ovunque, elimineranno il gruppo dirigente colpevole di avere vinto almeno una volta. Prepariamoci a straordinari accordi governativi fra Berlusconi e magari Bersani o Speranza (sic) per inventare un governo stagionale, riscrivere una legge elettorale sia per la camera, sia per il senato, provare a gestire il Paese in piena emergenza migranti e terremoto, dialogare con l’Europa e affrontare le crisi diplomatiche e belliche alle porte. Intanto quelli che stanno fuori e parlano (e che quando stanno dentro fanno ridere, vedi Roma) continuano a raccogliere voti e consensi. Evviva il No, bandiera salvifica o salvinica di un radioso futuro. Ps il No batte anche gli uccelli di malaugurio, anche quando sono sinceri, colorati e ancora pieni di speranze.