DI MIRKO EMILI

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Nel calcio esistono due tempi da 45 minuti. Andrebbe scritto a caratteri cubitali nello spogliatoio della Roma. È sempre la solita storia che, ciclicamente – troppo spesso negli ultimi anni -, si ripete dalle parti di Trigoria. Una malattia che non si riesce a debellare e che probabilmente farà per sempre soffrire i tifosi della Roma.
LA PARTITA – Il primo tempo è iniziato alla grande contro un’Atalanta che, al di là di tutto, veniva da quattro vittorie di fila, e il gol del vantaggio lo avevi trovato grazie ad un rigore netto segnato da Diego Perotti. Nel secondo tempo bastava solo gestire. Già, gestire. Questa parola però non piace molto alla Roma, che nel secondo tempo entra molle in campo e senza idee. La squadra di Gasperini invece, entra in campo a mille, con un Kessie in grande forma, e schiaccia la Roma per tutti i secondi quarantacinque minuti. Prima raggiunge il pareggio con il giovane Caldara e poi nel finale, con un gol di Kessie su rigore si porta in vantaggio
SALAH – La poca freddezza dell’egiziano sotto porta comincia a togliere punti alla Roma. Nel primo tempo ‘momo’ ha avuto almeno tre palle gol che ha sprecato malamente. Ora non si può dare tutta la colpa a Salah che, va ricordato, ha tenuto la Roma a galla in molte partite, ma un allenamento intensivo di soli tiri in porta io lo farei. Ora il rischio per lo spettacolo della Serie A è uno: Juventus campione d’Italia a dicembre. Come dicono gli inglesi: “No contest, no contest”.