DI CHIARA FARIGU

CHIARA FARIGU

Con il rito della chiusura dell’ultima porta santa, quella della Basilica di San Pietro, Papa Francesco chiude il Giubileo, iniziato l’8 dicembre dello scorso anno. Presenti alla cerimonia, per la delegazione italiana, il Presidente del Consiglio Renzi, il Capo dello Stato, e la sindaca Raggi ed altre personalità. Oltre a quella italiana, altre 10 delegazioni in rappresentanza del mondo intero. Imponente l’ apparato di sicurezza per l’evento con il rafforzamento dei dispositivi di vigilanza e di controllo oltre alla creazione di una vasta area completamente pedonalizzata, cui si accede previo controllo di sicurezza effettuato da personale di polizia ai varchi predisposti.
Si conclude così il Giubileo, ma non la misericordia che deve regnare sovrana nei cuori degli uomini e delle donne e segnare la via da percorrere. E’ questo il messaggio dell’Anno Santo della Misericordia, ribadisce ancora una volta papa Francesco. Significativo questo passo del suo discorso: “Quante volte siamo stati tentati di scendere dalla croce. La forza di attrazione del potere e del successo è sembrata una via facile e rapida per diffondere il Vangelo, dimenticando in fretta come opera il regno di Dio. Quest’Anno della misericordia ci ha invitato a riscoprire il centro, a ritornare all’essenziale”. Il giubileo che si chiude, “tempo di misericordia” chiama i cristiani a vedere il vero volto di Cristo e a “riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è accogliente, libera, fedele, povera nei mezzi e ricca nell’amore, missionaria. La misericordia, portandoci al cuore del Vangelo, ci esorta anche a rinunciare ad abitudini e consuetudini che possono ostacolare il servizio al regno di Dio; a trovare il nostro orientamento solo nella perenne e umile regalità di Gesù, non nell’adeguamento alle precarie regalità e ai mutevoli poteri di ogni epoca”.
È stato un giubileo eccezionale per molti aspetti, sostengono gli analisti più accreditati dell’evento. A cominciare dalla presenza fin dall’inaugurazione di un Papa emerito, Benedetto XVI e l’apertura della prima Porta Santa spalancata da Papa Francesco a Bangui nella Repubblica Centrafricana lo scorso 29 novembre che ha segnato l’avvio del primo Giubileo “diffuso” nella storia, celebrato per volere di Papa Francesco in contemporanea, a Roma e nelle diocesi di tutto il mondo. Si stima che la soglia della Porta Santa sia stata attraversata da circa 22 milioni di persone provenienti da tutto il mondo.
“Chiudiamo oggi la Porta Santa, ringraziando Dio per averci concesso questo tempo straordinario di grazia“, ha scritto il Pontefice su Twitter. “Il Giubileo della Misericordia, che oggi si conclude, continui a portare frutti nei cuori e nelle opere dei credenti”, ha chiosato il Santo Padre.
La prossima “apertura” è prevista per il 2025

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