DI MASSIMO NAVA

massimo nava
Certo il tema non é appassionante, con tutte le cose che ci preoccupano o ci esaltano e alla vigilia del nostro referendum. Però però c’é un però. Dunque, il centro destra francese (repubblicani, ex gaullisti, centristi, moderati) scelgono in due turni il candidato presidente alle prossime elezioni di primavera. In lizza sono in sette, ma solo tre hanno possibilitá di vittoria. Alain Juppé, una vecchia conoscenza della politica, settantenne, ex primo ministro con Chirac, per ora in testa nei sondaggi. il redivivo Sarkozy che tutti conoscono, anche fuori dalla Francia, (e persino, purtroppo, in Libia!) anche per questo molto amato e molto odiato. Infine, a sorpresa crescente, un altro ex premier, François Fillon, il quale ha il vantaggio di essere piú giovane e di promettere ordine e severitá come Sarkozy e riforme strutturali come e piú di Juppé. Chiunque vinca, dovrá probabilmente vedersela a primavera con Marine Le Pen, quasi sicura finalista. Se fossero Juppé o Fillon, si potrebbe concludere che la Francia avrebbe giá oggi un presidente in pectore. Se fosse Sarkozy, aumenterebbero le possibilitá di rimonta della sinistra, oggi fuori dai giochi, soprattutto se il partito socialista si convincesse a sostituire in corsa il presidente uscente Hollande con il piú credibile Manuel Valls, primo ministro e uomo di polso che piace anche ai moderati. La candidatura di Sarkozy avrebbe infatti l’effetto di di dividere la destra e ricompattare la sinistra. Giochi comunque apertissimi. Quel che é certo é che il gioco é riuscire ad arrivare in finale, anche al secondo posto. Contro Marine Le Pen, quasi tutti vincerebbero, ad eccezione forse di Hollande. E le paure del trumpismo alla francese verrebbero scacciate da un piú saggio e coerente ancoraggio all Europa. Ne ha bisogno la Francia, ne ha bisogno l’Europa. Ecco perché le primarie poco appassionanti sono importanti per tutti.