DI ANNA FALCONE
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La più vasta area di opposizione alla riforma Renzi-Boschi non è data da nessun partito, né da vecchi esponenti della Prima Repubblica, ma dal “Comitato per il NO”, un comitato civico di cittadini, senza colore politico e con diverse sensibilità. Siamo ormai più di 700 comitati su tutto il territorio nazionale, con migliaia di attivisti, in maggioranza giovani e donne, che “per ordini superiori” non devono avere né visibilità, né voce nel dibattito pubblico sul referendum. In democrazia, insieme a tutti gli altri comitati per il no, anche politicamente caratterizzati, saremmo una maggioranza palese, non “silenziosa”, come quella che millanta Renzi a suo sostegno. Al contrario, per il Presidente del Consiglio, siamo un’ “accozzaglia”.
Prove tecniche di una “democratura” già in atto. Figurarsi dopo!

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