DI- STEFANO ALGERINI
STEFANO ALGERINI
Già la parola “Derby” è un’appropriazione indebita del calcio nei confronti della derelitta ippica, ma se poi si usa per Fiorentina- Empoli siamo al furto con scasso.  Ma tant’è, ormai si usano parole a caso per un sacco di cose o di persone: tipo “campione”, o “leader” … E dunque Derby sia. Anche se le tradizioni stanno a zero, anche se è atteso (almeno da parte viola) come una tribuna politica negli anni ottanta, anche se l’unico motivo valido per chiamarlo così sono i venti minuti di strada tra uno stadio e l’altro.
La Fiorentina ci arriva dopo due settimane all’insegna dello sbadiglio. Sì, sembra ormai certo il ritorno in società della “bandiera assoluta” Giancarlo Antognoni e la stessa società ha fatto una, inedita, mossa a favore dei tifosi acquistando tutto il quantitativo di biglietti messi a disposizione dall’Empoli (come al solito con tariffe da “alta stagione”) rivendendoli poi a prezzo scontato di un terzo. Però per il momento sono soltanto segnali, positivi sì, ma solo segnali. Per la polpa si aspetta il mercato di gennaio. Periodo che l’anno scorso devastò il fegato dei poveri tifosi viola, costretti a vedere la squadra in testa alla classifica “rinforzarsi” con un paio di grandi invalidi.
Migliore lo spirito dell’Empoli, finalmente uscito da un periodo di astinenza da gol segnati degno di un asceta con la beneficiata di Pescara. E dunque pronto alla pugna contro gli odiati cugini snob. O almeno così sembrava. Poi si è visto che non era proprio così. O meglio gli azzurri di Martusciello l’impegno ce l’hanno messo, è che una Fiorentina sostanzialmente sempre in terza marcia (quando non in seconda) è bastata per dominare abbastanza tranquillamente la partita e portare a casa un sonante 0-4.
Se si vuole all’Empoli è andata perfino bene, perché se al posto del primo gol di Bernardeschi ci fossero stati il rigore e l’espulsione del portiere Skorupski (entrambi inevitabili in caso di mancato tap-in del mancino di Carrara) sarebbe probabilmente andata ancora peggio. Infatti il portiere polacco è stato per distacco il migliore in campo dei suoi, con almeno due parate straordinarie che hanno evitato un’umiliazione ancora più pesante.
Due gol per Bernardeschi dunque (il secondo davvero bello con una specie di folgore che ha piegato la mano del suddetto Skorupski) uniti alla doppietta un po’meno luccicante di Ilicic (rigore e deviazione fortunosa di un empolese su un non irresistibile tiro di destro) fanno proseguire questo stranissimo campionato rapsodico della Fiorentina: vittorie fuori e pareggi in casa. Una specie di media inglese al rovescio che comunque tiene la squadra viola in quota periscopio verso le prime posizioni, attendendo questo benedetto recupero col genoa che ormai sembra una di quelle leggende da raccontare ai più piccoli davanti al caminetto.
Come detto non si è trattato di un’impresa straordinaria, però il banalissimo “in Italia non è mai facile vincere in trasferta” sarà appunto un concetto risaputo, ma vero! Note di merito finali per il solito scintillante Bernardeschi dell’ultimo periodo e, soprattutto, per Davide Astori: perfetto in fase difensiva e efficace in zone di campo che fino a poco tempo fa gli erano del tutto aliene. Significativo al proposito il decisivo anticipo sulla tre quarti avversaria che ha dato il via all’azione del primo gol.