DI UMBERTO SAMMARINI
UMBERTO SAMMARINI
Bisogna dirlo, Inzaghi è decisamente bravo, sopravvivere in una società come la Lazio e con un patron come Lotito, non è da tutti. Tre giocatori fondamentali come Keita, Biglia e De Vrij, potrebbero lasciare Formello alla fine del campionato, Keita andrà via sicuramente a gennaio per la Coppa D’Africa e, come da copione, non esiste un sostituto. Si spera nel mercato invernale ma, come dicono i tifosi, chi vive sperando … La Lazio gioca perennemente in trasferta, data l’ormai cronica mancanza di spettatori, questo non aiuta di certo la squadra. I tifosi braccano il presidente con i forconi, insomma tutto meno che un quadro idilliaco, nonostante tutto la Lazio è nelle parti nobili della classifica, embè, so soddisfazioni. Oggi si giocava contro i grifoni del Genoa, negli ultimi incontri squadra decisamente indigesta, alla faccia dell’amicizia fra Lotito e Preziosi. Fuori Marchetti per infortunio dentro Strakosha che, alla lunga, sta dimostrando di essere tutto meno che un pippone, alla faccia dei detrattori. Ritorna Wallace, ormai un Beniamino dei tifosi, cagnaccio che non tira mai indietro la gamba. Radu fa 200 in biancoceleste e si posiziona al 18° posto fra i fedelissimi di sempre. Lazio in completo blu, Genoa bianco. Ritmo blando, la Lazio fa la partita, all’11° su calcio di punizione Biglia scodella in area, flipper sulla difesa e palla a Felippetto, sempre più leader, tiraccio secco e Perin raccoglie la sfera in fondo al sacco, smoccolando. Hai visto mai, stavolta si vincesse. Dieci minuti dopo, prima su assist di Keita e poi di Milinkovic, Ciruzzo si mangia il raddoppio e poi le mani, Orban immolatosi in tutte e due le occasioni, è stravolto. In scivolata, Pavoletti prova a rovinare la festa, niente di fatto. Strakosha, gasato a mille, si butta come un kamikaze, prendendosi anche una sportellata. Al 31° altra doppia occasione, Burdisso mura Immobile, Perin blocca un tiraccio di Milinkovic-Savic . I grifoni cercano di reagire ma non mordono, le aquile sfrecciano come Speedy Gonzales. Giocata da circo di Felippetto, stoppa il pallone, guarda Laxalt e lo cogliona, mini tripudio dei pochi fedelissimi. Fine primo tempo, ancora si fanno gli scongiuri. Al 52° bestemmione collettivo sugli spalti, Ocampos si infila come un sorcio nella difesa biancoceleste, intravede uno spiraglio e fa secco Strakosha. Niente, sto Genoa è una nemesi, maledetto Preziosi. Calma ragazzi, adesso c’è Inzaghino, mica pizza e fichi. Bastano cinque minuti, Felippetto balla il tip tap in area, Orban abbocca e lo stende, pollo. Rigore trasformato da Biglia, Lazio 2 Genoa 1, palla al centro, i tifosi si ringalluzziscono. Le squadre si allungano come un elastico, Parolo tira una bomba che fa tremare il palo. Apoteosi, al 66° il pallone carambola da tutte le parti, arriva a Wallace che segna il più facile dei gol. Game over. Morale, grazie alla sconfitta della Roma, allenata da Gasperini ex mister del Genoa, i cugini sono ad un solo punto, e pure queste so soddisfazioni.