DI GIULIO CAVALLI

GIULIO CAVALLI

Quindi oggi è stata la giornata dell’indagine contro il “sistema d’odio” del Movimento 5 Stelle su twitter (e invece l’indagine non c’è) e poi del solito De Luca che si conferma uomo di bassissimo spessore. Se avete tempo e voglia ne ho scritto qui (sulla presunta Spectre grillina) e qui su De Luca. Ma adesso che è sera vorrei spendere un minuto per parlare d’altro.
 Viaggio da mesi per la campagna referendaria in vista del prossimo 4 dicembre. Lo faccio da convinto sostenitore del No (ah, qui trovate i miei appuntamenti) e come tutti mi ritrovo a scriverne qui sul blog e sui miei social. Mentre tra twitter e Facebook (ma anche su certa cattiva informazione) si infiamma la propaganda più violenta (e mendace) durante i miei dibattiti con sostenitori del sì (sarò stato fortunato io, probabilmente) mi son sempre ritrovato a discutere della riforma, delle modifiche articolo per articolo e delle diverse visioni politiche. Tutto molto tranquillamente. Tutto molto serenamente. E anche quando le distanze sono incolmabili il clima è comunque di ragionevolezza.
Ecco, ci tenevo a dirlo. Perché a viverla, questa campagna referendaria, sembra che tutti gli imbecilli poi non esistano nella vita reale. Chissà perché.

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