DI NELLO MASCIA

NELLO MASCIA

L’accozzaglia che insegue si fa ben nutrita. Ma i punti di distanza diventano sette. Roba da ammazzare, direbbe un tale che conosco io. Roba da ammazzare un campionato nato già morto. Gli ergastolani hanno la testa a Siviglia e sbrigano la pratica con sufficienza irridente. Continuano a giocar male e continuano a vincere. Continua a giocar male il panzarotto Manzotin, malgrado gli entusiasmi dei commentatori riverenti, affannati alla ricerca di motivi di elogio in prestazioni più sciape di una battuta della Littizzetto. Poche chiacchiere. Un bomber se non la mette dentro, è inutile come Rocco Siffredi infilato in un’armatura Medievale. Da ammazzare i Sangue-Oro all’ “Azzurri d’Italia”. Da ammazzare il campione d’Egitto che davanti alla porta fa la stessa figura da bischerotto che fa Peter Gomez in un confronto TV col Bomba. Da ammazzare Paredes per l’ingenuità del fallo allo scadere. Nella ripresa Gasp cambia tutto. Dentro D’Alessandro ( vivaio romanista). I gianburrasca della Dea corrono come dannati esibendo calcio stellare con spettacolari inserimenti al centro che fanno andare in bambola i lungagnoni avversari. Ribaltano il risultato sotto lo sguardo stupefatto del Parapet che alla fine sussurrerà arreso «Non siamo bravi se c’ è da lottare». Addio al ruolo anti-sing-sing. Potrebbe esserlo l’Atalanta? «Questa è una bella battuta», sorride Gasp, scuola bianconera, e non dimentica che solo due mesi fa rischiava l’esonero. Fuoco per il primo derby del Dragone a San Siro. Che bravo l’Aeroplanino. Che intuito, che occhio da grande tecnico, col suo calcio semplice e astuto. La più pura espressione del “Voi attaccateci, poi vediamo”. John Malkovic- Pioli debutta imponendo una superiorità tecnica indiscutibile. Ma lui, l’ aristocratico scugnizzo di Cisterna, aspetta. E finalmente, colpisce con la più elementare azione di contropiede. La sua arma è Jesús Joaquín Fernández Sáez de la Torre , noto col più sintetico Suso, pupillo del Patonza, che in tribuna se la ride. Lo segnalò ripetutamente a Super Pippa che lo fece giocare da terzino. Perisic allo scadere gli nega la vittoria, e forse è giusto così. Ma non gli nega la soddisfazione del secondo posto. Cosa da non credere, viste le premesse e le turbolenze societarie non ancora assestate. Il Pibe di Fratta con due pennellate d’autore cancella dalla mente brutti pensieri e rilancia la beneamata alla rincorsa dell’impossibile. Quel che conta sono i tre punti, poi si vedrà. Si vedrà come ricostruire con pazienza quello che si è disperso in questi mesi inquieti. Una squadra-Narciso bella e irreale come una tela di Chagall. Il Sor Tuta spigoloso e irsuto come un fico d’India di Bagheria, dovrà dimostrare di saper adattare con duttilità le proprie idee a gli ingredienti a disposizione. E scrollarsi di dosso quella zavorra del provinciale di talento. E’ ormai chiaro anche ai gatti randagi di Fuorigrotta che il Fiammante Fiammingo non è il falso nueve che lui ha in mente. E men che mai lo sarà Gabbiacigno il mesto. Possibile che ad agosto non avesse previsto assenze forzate durante l’anno? E non avesse già trovato uno straccio di idea alternativa lì davanti? S’inventi qualcosa, il Sor Tuta, in fretta. Perché in questo mese si gioca non poco della propria credibilità di tecnico. L’accozzaglia che insegue si infoltisce grazie alla doppietta di Ilicic e Bernardeschi nella città di Farinata. E di quella del Gallo a Crotone. Dieci gol in dieci presenze: stesse reti di WandIcardi e del Ciclope croato, ma con due partite giocate in meno. Secondo i dati Opta, l’attaccante azzurro è l’unico giocatore nei cinque campionati europei più importanti ad aver segnato almeno 3 reti di destro, 3 di sinistro e 3 di testa. Un bomber completo. Da sottolineare l’exploit di Inzaghino. Privo di esperienza fra i professionisti, venne promosso lo scorso anno dopo il derby perso. Raggranellò 12 punti in 7 partite ma non bastò per garantirsi la conferma. Poi dopo la farsa con il “Loco” Bielsa, fu richiamato. Risultato? Gli aquilotti volano. Giocano bene e divertono. Ad agosto nessuno li avrebbe inseriti tra le prime sei del campionato. Ora sono in zona Champions, e al momento non c’è un motivo per il quale non potrebbero rimanerci. La storia di Giulia merita di essere raccontata, pur essendo ormai notissima. Giulia Mirmina è una calciatrice dell’Atletico Foligno. Durante la partita di Terni contro il Clt, viene esplusa per seconda ammonizione. E lei si avventa contro l’arbitro urlando: “Lo voglio baciare ripetutamente“. Sei giornate di squalifica. “Espulsa per doppia ammonizione, anziché abbandonare il campo, tentava di avventarsi sul direttore di gara urlando provocatoriamente ‘Lo voglio baciare ripetutamente’. Solo l’intervento di alcune compagne di squadra che la bloccavano, impediva alla stessa il contatto fisico con l’arbitro ”, si legge nell’incredibile dispositivo della sentenza. Fossi stato l’arbitro, volentieri mi sarei arreso.