DI DANIELE GARBO
DANIELE GARBO
Prosegue con puntualità svizzera e precisione chirurgica l’inarrestabile marcia di avvicinamento della Juventus al sesto scudetto consecutivo, impresa mai riuscita nel nostro campionato. Le cosiddette inseguitrici si sfilacciano giornata dopo giornata, sette punti di vantaggio sulle seconde dopo 13 giornate sono un’enormità e il sospetto che la lotta per il titolo riguardi una sola squadra e si concluda ben prima del solito è sempre più forte.
E’ un campionato dai contenuti tecnici modesti quello al quale stiamo assistendo, come del resto accade da quando si è passati alle 20 squadre, un lusso che il nostro calcio non può proprio permettersi. Urge il ritorno alle 18 (meglio sarebbe alle 16, ma le tv non lo accetterebbero mai) squadre, che darebbe più spazio alle nazionali e aumenterebbe il tasso tecnico della contesa.
Poco da dire del successo della Juve sul Pescara, unica squadra a non aver ancora vinto una partita sul campo. Il dato più interessante è il debutto in serie A del diciassettenne Moise Kean, prodotto del vivaio bianconero e già finito nella scuderia del procuratore Mino Raiola. E’ il primo ragazzo nato nel terzo millennio a esordire nel massimo campionato. Il fisico non gli manca, la personalità nemmeno, è probabile che ne sentiremo parlare parecchio nei prossimi anni.
Bergamo risultato ancora una volta fatale alla Roma, a conferma di una tradizione difficile da sradicare. L’Atalanta subisce i giallorossi nel primo tempo, poi li travolge nella ripresa con un dinamismo e un’aggressività straordinari. Spalletti ci mette del suo con cambi sorprendenti, ma l’atteggiamento della squadra è inspiegabile. Con questa mentalità si fa poca strada, al massimo si può puntare al secondo posto, questo è chiaro.
Al secondo posto punta anche il Milan, che rischia di vincere in derby e schiuma rabbia per il 2 a 2 di Perisic in pieno recupero. Sono cose che nel calcio succedono e in fondo il pareggio è un risultato sostanzailmente giusto. Montella resta sereno, perchè alla vigilia del campionato nessuno pensava che i rossoneri potessero lottare per la Champions League. La squadra cresce intorno a giovani di qualità e un po’ alla volta sta acquisendo la mentalità della grande. Si chiuderà tra qualche settimana l’era Berlusconi: fare meglio del suo trentennio di presidenza è impossibile, ma tornare a essere protagonisti in Italia e in Europa è un imperativo categorico.
Prosegue l’eccellente stagione della Lazio, appena un punto sotto Roma e Milan. Simone Inzaghi ha saputo dare ai biancocelesti un gioco riconoscibile e divertente, con il trio Keita, Immobile e Felipe Anderson che ha pochi concorrenti in Italia.
Il Napoli passa a Udine con una doppietta di Insigne, finora all’asciutto di gol, e cambia il senso di una tradizione spesso avversa in Friuli. In attesa di ritrovare la concretezza di Milik, Sarri tiene a galla la squadra attraverso il gioco, e il secondo posto è lontano appena due punti.
Bene anche Torino e Fiorentina. I granata volano sulle ali di Belotti, che con la doppietta di Crotone raggiunge Dzeko e Icardi in vetta alla classifica cannonieri a quota 10. I viola festeggiano la ritrovata vena di Bernardeschi, a sua volta autore di due gol a Empoli. E le imprese di questi due giovani sono un’eccellente notizia per Ventura e la sua nazionale.
CHI SALE: L’Atalanta è in questo momento la squadra più in forma del campionato, gioca un calcio efficace e Gasperini sta valorizzando giovani di grande prospettiva. A Bergamo sono già cadute Napoli, Inter e Roma. L’Atalanta non perde dalla quinta giornata, era il 21 settembre, e comincia a pensare in grande.
CHI SCENDE: ogni volta che si pensa che abbia fatto il salto di qualità, la Roma ricade in antichi difetti di personalità e di atteggiamento. Spalletti non sa più a che santo votarsi, ma tanto per cominciare potrebbe essere più attento nei cambi a partita in corso.