DI ENRICO ROSSI

ENRICO ROSSI

Secondo una satira di Huffington Post, il presidente degli USA, Trump, se la prende con la Statua della libertà di New York perché anacronistica in quanto inciterebbe all’immigrazione. Sarebbe come dire che la storia degli USA e del suo simbolo di libertà non valgono più, sarebbe come tagliare le radici di una grande nazione. Sarebbe un gesto folle, suicida e pericolo per tutto il mondo.
Sul piedistallo della statua è incisa una poesia della poetessa americana Emma Lazarus, che forse Trump non conosce, su cui invece l’Europa oggi dovrebbe riflettere:
“Tenetevi, antiche terre, la vostra vana pompa.
Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi, i rifiuti miserabili della vostre coste affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste, e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata”.
Ho avuto la fortuna di trovarmi sotto questo colosso e di visitare la vicina Ellis Island dove c’è il museo dell’immigrazione e dove gli italiani, tra cui anche i toscani, figurano numerosi in molte foto e in molti pannelli espositivi con le loro lettere, i loro scritti, la loro disperazione e le loro speranze.
Non vi nego che mi ha preso una grande commozione e che lì mi è parso di capire il segreto della grandezza e della democrazia degli Stati Uniti, come un baluardo imbattibile della libertà dei nostri tempi.
Neanche Trump, ne sono certo, riuscirà a demolire questo ruolo che, pure tra tanti errori e contraddizioni, gli USA hanno svolto nel secolo scorso e continueranno a svolgere ancora.
foto di Enrico Rossi.