DI NELLO BALZANO

NELLO BALZANO

Premessa indispensabile: questo articolo non è un sondaggio, vietati in questa ultima fase di campagna elettorale, ma si vuole provare a mostrare un’analisi matematica sulla base dei dati registrati nel sito del Ministero dell’interno, riferiti al recente passato (2012 in avanti), ovviamente la base scientifica può essere ritenuta opinabile è quindi un esperimento eventualmente dimostrabile la sera del 4 dicembre.
Possiamo certamente dire senza incorrere in errore che gli ultimi sondaggi mostravano un consistente vantaggio per i NO mediamente pari a circa 6/7% superiore ai dati del SI’, con campioni limitati e previsione di affluenza di poco superiore al 53%, tradotto in numeri si potrebbe dire che circa 26 milioni di elettori si divideranno con questi dati, dove si tiene conto degli indecisi dividendo per approssimazione in parti uguali le tendenze di voto
Totale elettori stimati 26.500.000 circa
IL NO POTREBBE VALERE POCO PIU’ DI 14.000.000  VOTI
IL SI’ POTREBBE VALERE POCO MENO DI 12.500.000 VOTI.
Insomma la partita si gioca sul far spostare l’opinione  di circa 800.000 voti, oppure richiamarne il doppio verso il SI’ dal popolo dei non votanti, un numero apparentemente limitato che potrebbe che potrebbe far immaginare che non è impossibile da realizzare per i sostenitori della riforma costituzionale, ma qui entra in gioco (termine non casuale) l’analisi dei riferimenti passati e vi accorgerete che la partita non è per niente semplice, tenuto conto anche degli aspetti aspramente emotivi che sta attraversando.
La domanda legittima che immagino possa presentarsi è come si possono assimilare dati disomogenei rispetto al tema referendario? La risposta che mi sento di dare è proprio dovuta al fatto che questo passaggio, anche se nei sondaggi si leggono diversi aspetti, è fondamentalmente un referendum riferito prevalentemente ad una parte politica rispetto al merito che ha assunto un aspetto controverso e complicato, gli slogan che spesso possono diventare risolutivi, ripetuti in diversi mesi possono creare parecchi dubbi, stesso discorso per le mosse esterne del governo, che mirano ad incentivare economicamente non hanno più la valenza del passato dovute alle scarse risorse a disposizione, insomma a mio giudizio è difficile che si riesca a trovare l’elemento scatenante un effetto convinzione su larga scala.
C’è solo un dato che merita di non essere sottovalutato: la stanchezza e l’avversione verso posizioni ripetitive; questo aspetto è da tenere in considerazione soprattutto dal fronte del NO, che non dovrebbe, in un sentimento di vittoria raggiunta, spingerli ad esagerare nei messaggi forti col rischio anch’essi di essere letti come slogan non veritieri, sarebbe un bene quindi abbassare i toni per tutti, un segno di rispetto dovuto ad un Paese stremato anche dalle precarie condizioni economiche generate dalla crisi.
Arriviamo quindi a dare i numeri🙂, ribadendo che questa deve essere considerata una semplice scommessa, un gioco. I dati hanno un denominatore comune le variazioni nel tempo del PD, sempre nell’assunto sopra esposto.
ELEZIONI POLITICHE DEL 2013: una campagna elettorale fortemente condizionata dall’esperienza del governo MONTI, che nella sua espressione di politiche di rigore portò all’esplosione del Movimento 5 Stelle, che li vide raggiungere il 25% alla loro prima uscita di fronte all’elettorato. Su un totale di elettori pari a 35.270.926 (75,20%), i voti al PD sono stati 8.646.034 (25,43%)
ELEZIONI EUROPEE DEL 2014: in queste elezioni Matteo RENZI era da pochi mesi insediato, destabilizzò il risultato ipotetico dei sondaggisti, portandolo a suo favore con la mossa degli 80 euro nelle busta paga di circa 11.000.000 di lavoratori dipendenti, che si tradusse nel famoso 40,81% pari a 11.203.231 di votanti su un  totale di 28.991.258 (57,22%)
In queste due tornate è importante sottolineare un dato che in questi giorni è stato oggetto di aspre discussioni ovvero il voto all’estero, nelle Politiche quasi il 32% degli elettori ovvero circa 1.000.000 di elettori, nelle europee un dato sorprendente visto che interessava anche i cittadini fuori dai nostri confini nel vecchio continente, meno del 6%, a mio giudizio, questa bassa percentuale evidenzia quanto la mossa preelettorale non abbia richiamato quell’elettorato che non lo vedeva interessato.
ELEZIONI REGIONALI 2015: non è opportuno in questo contesto evidenziare dati precisi, in quanto è un passaggio parziale, assume però un ruolo importante se si vuole approssimare il peso del PD nel Paese, che dai sondaggi successivi appariva tendenzialmente costante, anche se con un andamento lievemente decrescente, il valore calcolato tenuto conto delle liste apparentate che possono far riferimento al PD è pari circa al 29%, sempre rimanendo in un clima puramente ludico, considerando la percentuale di elettori che potrebbe recarsi alle urne il 4 dicembre si potrebbe stimare ad un valore pari a circa a 9.000.000.
REFERENDUM TRIVELLAZIONI DEL 17 APRILE 2016: anche qui occorre premettere un aspetto importante, nonostante sia un quesito referendario, possiamo tranquillamente dare ad esso un valore altamente politico, non sottovalutandone il merito della materia, era chiaro a tutti che la partita che si stava giocando vedeva il governo fortemente schierato, avendo dalla sua parte la possibilità di deciderne i tempi di svolgimento della campagna elettorale, ma soprattutto un’attenzione limitata verso poche regioni direttamente interessate, in questo caso credo sia opportuno elencare i numeri precisi, per rendere il più possibile vicino il risultato visto sotto l’aspetto puramente politico di quell’occasione:
I SI’ furono 13.334607 in percentuale pari a 79,81
I NO furono 2.198.715 ovvero il 20,19%
Valori comprensivi del voto estero pari al 19,73% del totale circa 700.000 elettori dei 4.000.000 complessivi, occorre precisare che non si raggiunse il quorum del 50% più 1, il dato di affluenza complessivo è stato pari al 31,19%.
Sempre restando nel tema della nostra analisi che riguarda il referendum costituzionale bisogna invertire i termini ovvero il SI’ diventa NO, notate quanto abbia giocato il fatto del PD che invitava all’astensione, possiamo tranquillamente dire che quei 13 milioni siano rappresentativi del voto di opposizione al governo, che vi ricorderete tutti venne salutato con un CIAONE, da uno dei suoi esponenti della maggioranza.
Siamo quasi al termine non vi resta che osservare la limitata distanza tra le prime cifre elencate parlando della media dei sondaggi effettuati prima dell’ultimo giorno utile dal divieto di pubblicazione, rispetto ai valori reali dei passaggi elettorali di questi ultimi 4 anni circa, si evince che l’ipotesi del valore politico rispetto al tema è più che mai realistico, anche se bisogna evidenziare le percentuali degli elettori di diverso schieramento, che potrebbero variare sensibilmente questi dati con un voto difforme rispetto alle indicazioni dei partiti di riferimento, senza dimenticare la quota degli elettori del PD, comunemente definita minoranza, che in buona parte potrebbe compensare le altre divergenze di voto.
Immagino che molti a questo punto aspetteranno un calcolo approssimativo dei dati espresso nelle due percentuali del SI’ e del NO, ma ripeto è un gioco quindi è legittimo lasciarvi nel dubbio, soprattutto sarebbe estremamente scorretto dare numeri che potrebbero creare inutili controversie, anche se è opportuno rilevare che chi ha qualche nozione di matematica statistica ha qui gli elementi per provare ad indovinare, pertanto non resta che augurarvi:
BUON DIVERTIMENTO, tanto per sdrammatizzare che ne abbiamo tanto bisogno.

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