DI ALDO GIANNULI

ALDO GIANNULI

Forse capiterà anche a chi mi legge, ed è molto critico verso il Pd, di sentirsi dire da qualche sostenitore di quel partito “Ma perché odi il Pd?”. E il sottinteso è che il tuo “odio” ha qualcosa di inconfessabile: perché sei un agente della reazione, perché soffri di turbe ossessive o forse per motivi personali che nulla hanno di politico. Ovviamente il vostro interlocutore non prenderà minimamente in considerazione che il suo partito possa essere visto come il principale riferimento della casta, o come un partito di destra che inganna gli elettori presentandosi come di sinistra, che sia particolarmente corrotto, che abbia fatto leggi deleterie come il jobs act o la “buona scuola”, che proponga una riforma della Costituzione aberrante, che abbia uno stile insopportabilmente arrogante ecc. Questi, per lui, sono solo argomenti della propaganda avversaria che non si cura di indagare se abbiano qualche fondamento o no.  “Il partito”, come si diceva ai tempi del Pci, è per definizione nel giusto e chi lo avversa non può farlo che in malafede e per ragioni abiette che occorre svelare e denunciare. Per cui non c’è mai una risposta di merito alle critiche ricevute, ma sempre e solo il tentativo di delegittimare l’avversario in perfetto stile stalinista (ed anche un po’ fascistoide).
 Peraltro una precisazione si impone: l’odio, di solito, è sentimento riservato all’ inimicus (il nemico privato) mentre il nemico politico è l’avversario verso cui si è ostili (appunto, l’hostis ), personalmente sono ostile al Pd che considero l’avversario principale da battere, ma non odio il Pd come non odio nessun altro soggetto politico. A chi mi dice che ho un odio viscerale per il Pd, rispondo “io di viscerale ho solo la diarrea, quando mi capita”.
E poi… da che pulpito viene la predica: ma avete presente cosa avete detto di Berlusconi? Non dico che il Cavaliere non meritasse molte della accuse rivoltegli, ma vi ricordate i toni sguaiatissimi della campagna contro di lui? Si giunse persino a chiedere ai figli di deplorare pubblicamente il padre, neanche fossimo alle purghe staliniste. Quanto ad odio ed attacchi personali non è certo il Pd l’ultimo: avete presente la campagna contro il M5s al quale non si perdona nulla, perché la vera colpa che non gli si può perdonare è di esistere.
Per la verità, anche il Pci non scherzava quanto ad aggressioni personali ma, se la campagna poteva toccare punte di astio feroce ed esagerate (e pensate a De Gasperi  o Craxi), però la critica politica non mancava mai. Comunque gli atteggiamenti del Pci erano illuminati dai bagliori sanguigni della guerra fredda che gli conferivano una certa grandezza. Fatti  dal Pd hanno solo l’aspetto di espedienti miserabili al servizio di un ceto politico di accattoni.
E, dunque, a voi carissimi nemici del Pd che mi chiedete le “vere ragioni” della mia ostilità al Pd, potrei rispondere “Perché sono di sinistra”  oppure “perché detesto i traditori”. O anche “perché sono laico e detesto tutte le chiese con i loro bigotti,  o, riassuntivamente, perché il Pd è il più potente fattore di incanaglimento della politica in questo paese”. Ma non lo farò ed ammetterò la vera ragione del mio odio viscerale: “Perché Renzi mi ha rubato la fidanzata”. Siete più tranquilli ora che avete avuto la conferma di un odio che non è politico ed “il Partito” è nel giusto?

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