DI MARISA CORAZZOL
MARISA CORAZZOL
Quando, la scorsa settimana, Donald Trump si è recato alla Casa Bianca, rispondendo all’invito di Barack Obama, era accompagnato da diversi suoi fedelissimi sostenitori. Fra questi, c’era anche Jared Kushner, suo genero, sposato con Ivanka dal 2009. Come il suocero, Jared proviene da una ricca famiglia newyorchese . E’ un immobiliarista ed ha, altresì, saputo diversificare i suoi investimenti , acquistando nel 2006 anche il quotidiano «The New York Observer», seguendo l’autorevole consiglio di Rupert Murdoch.
Molto discreto, sempre al fianco di Ivanka Trump, Jared Kushner non si è mai esposto pubblicamente durante la campagna presidenziale di Donald Trump. Tuttavia, sembra essere una delle “eminenze grigie” che hanno permesso l’elezione del miliardario. La sua presenza accanto a Donald Trump, la scorsa settimana – secondo “Politico” – stava a testimoniare che sarebbe potuto essere un potenziale candidato alla segreteria generale della Casa Bianca, posto affidato, però, a Reince Priebus, il « patron » del partito repubblicano.
Jared Kushner avrebbe anche soffiato a Donald Trump l’idea di una visita in Messico in piena campagna elettorale, per incontrare il presidente Enrique Peña Nieto. E ciò dopo aver trascorso mesi interi a denigrare quel Paese e i suoi connazionali emigrati, trattandoli da ladri, violenti e stupratori .
Kushner, che deve al suo amico Rupert Murdoch ed alla moglie di allora, Wendi Deng, di averlo aiutato a fare pace con Ivanka Trump, dopo una rottura risalente all’inizio della loro relazione, non si è mai pronunciato durante tutta la campagna elettorale.
Ora, a distanza di pochi giorni dall’elezione di Trump alla Casa Bianca, il 35enne miliardario immobiliarista guadagna sempre più potere nel ‘cerchio magico’ del presidente eletto, visto che è proprio lui l’uomo che ha avuto un ruolo cruciale in alcuni momenti topici dell’ascesa politica di Trump. Sarebbe, altresì, anche all’origine delle “epurazioni di stampo stalinista” – scrivono i media americani – che sono iniziate con la “defenestrazione” del governatore del New Jersey, Chris Christie, l’uomo che nel 2006 aveva mandato in prigione suo padre. Christie, che guidava il “Transition team”, è stato sostituito con Pence, e nelle ore successive sono saltati anche tutti i personaggi a lui vicini.
Descritto come calmo e composto, poco amante della ribalta, straordinariamente ambizioso, Kushner – che sovrintendeva la campagna on-line- ha esercitato finora la sua influenza da dietro le quinte, tessendo proficui rapporti con i repubblicani, scrivendo discorsi, riservandosi l’ultima parola su decisioni chiavi.
Jared Kurshner è ricchissimo. E’ erede di un’estesa fortuna nel campo immobiliare, oltre che proprietario di “ The New York Observer”, un giornale conservatore ed evidentemente tra i pochi a sostenere Donald Trump dall’inizio. Figlio di ebrei ortodossi scampati all’Olocausto, Jared si è laureato ad Harvard (dove è stato ammesso malgrado i suoi voti non assolutamente brillanti grazie alla mega donazione all’università di 2,5 milioni di dollari, del padre, Charles). Ma all’età di 24 anni dovette farsi carico dell’azienda familiare, “The Kusner Company”, perché la sua famiglia fu travolta da un enorme scandalo. Nel 2005, in effetti,il padre Charles Kushner, allora presidente dell’azienda e tra i principali donatori del Partito Democratico, fu condannato a due anni di prigione per evasione fiscale, donazioni illegali alla campagna elettorale e per ostruzione alla giustizia.
Quello scandalo assunse altresì degli aspetti alquanto sordidi allorquando si scoprì che Charles Kushner aveva perfino pagato una prostituta per sedurre il cognato in un motel: una telecamera nascosta registrò tutto e lui mandò il video hard alla sorella, facendo in modo che arrivasse il giorno di un festa di famiglia, per dissuaderla dal testimoniare contro di lui.
All’epoca il procuratore del New Jersey era Chris Christie, fino a pochi giorni fa governatore di quello Stato, che nei mesi scorsi – dopo i dubbi iniziali – si è schierato con Trump. A distanza di anni, tuttavia, il risentimento dei Kushner non è apparentemente passato. Dopo 14 mesi trascorsi in carcere in Alabama, Charles Kushner è entrato a pieno titolo nella campagna elettorale come donatore; e ora Jared Kushner ha regolato i conti con Christie: prima non lo ha voluto come vice del suocero, preferendogli Mike Pence ed ora lo ha definitivamente defenestrato.
Ma in casa Kushner, le discordie tra fratelli non si limitano a Charles e Murray. Joshua, il più giovane dei fratelli di Jared, anch’egli laureato ad Harvard, quest’estate dichiarava che avrebbe votato per Hillary Clinton, aggiungendo di essere «un democratico di vecchia data». Joshua è altresì presidente di una società di investimenti ed ha montato una start-up che permette agli utenti di sottoscrivere un’assicurazione sanitaria, grazia all’ « Obamacare ». La sua “Oscar Insurance Corp », tuttavia, ha subito gravi perdite, precisa « Bloomberg » : stimata a 2,7 miliardi di dollari nel 2015 grazie ai suoi 130 000 clienti, ha perso, lo stesso anno, 105 milioni di dollari ed oltre 80 milioni nei primi mesi del 2016. Ora il suo avvenire dipenderà quasi certamente dalla decisione nei confronti della riforma del sistema sanitario votato dall’ amministrazione Obama e che sarà nelle mani di Donald Trump.
Per tornare all’amato ed indispensabile genero del neo presidente USA, da quando, nel 2009, Jared sposò Ivanka Trump, la figlia maggiore di Donald, si sono unite due ingentissime fortune immobiliari: Lei, di famiglia cattolica, si è convertita all’ebraismo. I due hanno avuto tre figli. Sostanzialmente privo di esperienza politica, Kushner ha accompagnato, però, l’ascesa politica di Trump, scrivendogli i discorsi e trovando per lui le risposte giuste nei momenti di difficoltà.
Quando il suocero è stato accusato di anti-semitismo per aver ‘twittato’ un’immagine della rivale, Hillary Clinton, con una stella a sei punte simile alla Stella di David, e la scritta “la più corrotta di sempre”, Jared Kushner ha pubblicato una lettera sul suo sito de “The New York Observer”: “Mio suocero è una persona estremamente amorevole e molto tollerante. Ha accettato la mia famiglia e il nostro ebraismo. E da quando è cominciata la mia relazione con sua figlia, il suo sostegno è stato costante e sincero”. Sarebbe stato proprio lui, inoltre, a suggerire a Trump l’idea di una visita in Messico durante la campagna elettorale: se il suocero minaccia di costruire il muro al confine, lui gli ha fatto incontrare il presidente, Enrique Pena Nieto.
Ora non resta che attendere quale sarà, dal prossimo 20 gennaio – giorno dell’investitura presidenziale di Trump – il ruolo che sarà ufficialmente affidato a Jared, che ha già mostrato – sempre da dietro le quinte – le sue potenziali doti di “eminenza grigia” interamente votato alla causa delle due dinastie imparentatesi intorno al tavolo degli affari, della finanza e dei media, che si insedieranno alla Casa Bianca ed in onore delle quali sfilerà perfino il “Ku Kux Klan”.
foto di Maryse Claire Corazzol.
foto di Maryse Claire Corazzol.
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