DI VANNI CAPOCCIA
VANNI CAPOCCIA
Roberto Benigni quando utilizzò la Costituzione della Repubblica Italiana per la trasmissione televisiva “La più bella del Mondo”, ad un certo punto disse che i costituenti erano circondati da un aurea particolare che gli consentì di scrivere quella che secondo lui era la Costituzione più bella del mondo.

Aveva ragione, quell’aurea era data dal dolore che l’Italia e l’Europa avevano subito per le dittature e per la guerra dalle quali erano da poco uscite. Un dolore che rese i padri costituenti saggi e gli fece scrivere la nostra Costituzione pensando ai nostri genitori, a noi, a quelli che dopo di noi sarebbero venuti affinché non subissimo quello che loro avevano appena subito.

Questo fa della Costituzione della Repubblica Italiana non solo una raccolta di articoli e commi ma un sentimento.

Un pensiero lungo ed affettuoso nei nostri confronti che non è l’unico, ma uno dei motivi per il quale voterò No al referendum costituzionale. Perché leggendo la Costituzione sento che chi l’ha scritta voleva bene a noi italiani, anche a me che ancora non c’ero, e trovo ingiusto e dannoso per il Paese che alla Costituzione vengano attribuite responsabilità che non sono sue, ma del livello infimo raggiunto dai politici e dalla classe dirigente italiana del recente passato e di oggi.

Sento di dover ricambiare quell’affetto, perché vorrei che quel sentimento rimanesse intatto. È un legame che non esclude nessuno, invita a combattere le disuguaglianze, a non lasciare gli ultimi da soli, ad andare insieme verso il futuro e ho sentito e sento il dovere di trasmetterlo ai miei figli, a mio nipote e a chi verrà dopo di loro.

È per questo che comunque andrà, qualunque sarà l’esito del referendum sarò sereno. Sentirò di aver fatto la cosa giusta per il mio Paese, per la mia coscienza, per chi ci sarà dopo di me.

 

foto di Vanni Capoccia.
foto di Vanni Capoccia.