DI LUCA BILLI
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Probabilmente il prossimo 7 maggio i cittadini francesi si troveranno a scegliere tra Francois Fillon e Marine Le Pen, ossia tra il rappresentante della destra finanziaria e quella della destra fascista. E, nonostante ancora una volta si formerà intorno al candidato della destra cosiddetta presentabile una sorta di union sacrée per fermare la candidata della destra impresentabile, non è detto che la figlia di Jean-Marie non riesca laddove ha fallito suo padre. E poco cambierebbe se l’antagonista della Le Pen fosse l’imbelle Hollande, comunque il rappresentante di un partito che ha il coraggio perfino di definirsi socialista, ma che fa politiche di destra.
Quindi in quella già vicina domenica di maggio – come è successo lo scorso 8 novembre ai cittadini degli Stati Uniti – gli elettori francesi si troveranno di fronte solo una possibilità: votare a destra. E probabilmente un elettore di sinistra potrebbe decidere di non votare. Lo dico ora per allora: per me il fatto che possa vincere la candidata del Front nationale non è un argomento per convincermi a votare un altro candidato di destra, anche per farmi votare uno come Hollande, perché per me la destra è impresentabile, sempre. Quindi non strappiamoci le vesti se il prossimo 8 maggio entrerà all’Eliseo una persona che tradisce così volgarmente i valori della Francia che amiamo. La prossima primavera è probabilmente troppo vicina per costruire una vera, credibile, vincente alternativa di sinistra, ma se non cominciamo mai continueremo a piangerci addosso. Fino a che sarà troppo tardi.