DI MASSIMO WERTMULLER

MASSIMO WERTMULLER

Oggi ero al funerale di una cara persona. Il padre di uno di quei miei amati amici per me sostitutivi del fratello che non ho mai avuto.Ci conosciamo da così tanto tempo che i parenti di uno sono i parenti degli altri. Suo figlio, il mio amico d’infanzia, nel dare l’ultimo saluto al padre lo ha ringraziato di tutto, ma soprattutto di avergli fatto capire, col suo esempio, l’importanza della dignità. Questo concetto così importante che invece oggi siamo così pronti a sacrificare su altari davvero poco sacri, chi più chi meno ovviamente, da buttare via in cambio di poco. Ma non è questa la riflessione che mi è venuta in testa stando lì, in quella chiesa. Il parroco, ad un certo punto, ha intonato uno di quei canti liturgici che tutti debbono cantare assieme a lui in coro. C’è stato un passaggio”…a te Signor, noi ci doniam….”.Ecco, siccome io credo che le più potenti verità siano sempre racchiuse nei concetti e nelle parole più semplici, questo passaggio mi ha ricordato che scegliere si può sempre. Ora, chi, come me, non riesce a credere che sia un Dio col barbone colui al quale potremmo donarci-io semmai mi riferisco a Cristo, quel ragazzo che hanno ammazzato perchè ha divulgato l’amore e la povertà, disturbando il potere, oppure a qualche pretino o monachella di qualche periferia del mondo, non certo alla chiesa che è uno dei più grossi e ricchi centri del potere-può interpretare questo concetto in altro modo. E’ il bene, o se volete il Bene, il suo significato, la sua idea, il suo pensiero, l’operato e le conseguenze che ne potrebbero scaturire come fosse un’ideologia, ciò a cui potremmo donarci ogni giorno. Svegliandoci per es. tutte le mattine e chiedendoci “come potrei rendermi utile?”. Pensa che bello se tutto il mondo, soprattutto quello potente, lo facesse

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