DI CHIARA FARIGU
CHIARA FARIGU

Ancora una volta è l’istantanea dell’Istat a dirci quali siano i crucci e le gioie degli italiani. Più lunghi e dettagliati i primi, una leggera ripresa, rispetto allo scorso anno del grado di soddisfazione percepita dalla fascia d’età che va dai 14 ai 19 anni, tratteggia la seconda.
Smog, delinquenza, parcheggi proibitivi, ingorghi e sporcizia della strade sono le preoccupazioni maggiori che affliggono la quotidianità degli italiani. In cima alla classifica con il 38,9% si posiziona il rischio criminalità, seguito a breve distacco,  dall’inquinamento e la difficoltà di trovare un parcheggio. Seguono il degrado nelle città per via della costante sporcizia delle strade (33%) , i rumori molesti oltre la soglia consentita e la difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici. Preoccupazioni condivise trasversalmente sia per genere che per posizione geografica, con una maggiore concentrazione al Nord per lo smog la cui percentuale supera quella relativa alla delinquenza.
Di contro, l’Istituto di Statistica, registra una sorta di impennata del grado di soddisfazione dei nostri connazionali per le condizioni di vita nel nostro Paese, con una percentuale che passa dal 35,1% dello scorso anno, al 41% del 2016. Ed è la 1^ volta dopo ben 5 anni. A dichiararsi soddisfatti soprattutto i giovanissimi che ancora godono della “protezione” non solo affettiva ma soprattutto economica di mamma e papà. Infatti il report parla chiaro: la soddisfazione diminuisce con l’aumentare dell’età. A dichiararsi insoddisfatti il 34,4% degli ultra 75enni rispetto al 54,1% dei giovani tra i 14 e i 19 anni che, per natura, vista l’età, sono portati a vedere la vita a colori, rispetto ad uno sbiadito bianco e nero di quanti s’incamminano verso la 3^ età. Soprattutto se le condizioni di salute sono instabili e la pensione percepita a malapena li fa arrivare alla 3^ settimana.
Si mantengono stabili le percentuali relative alle relazioni familiari e amicali. Molto o abbastanza soddisfatti gli italiani anche per come trascorrono il tempo libero. Risulta in lieve aumento anche la soddisfazione degli occupati per il lavoro.
Interessante è la percentuale che emerge dal Rapporto Istat: l’ 87% delle persone non si fida del prossimo, vale a dire 8 italiani su 10 di dichiarano diffidenti. L’altro, lo sconosciuto è quasi sempre percepito come uno da “cui bisogna stare molti attenti” e possibilmente trattare con estrema superficialità. Perché la fregatura è sempre dietro l’angolo. Ad essere più diffidenti e sospettosi le donne e gli anziani. Vale a dire le fasce più fragili e quindi più a rischio.

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