DI GIORGIO MAURI

Il 90% di coloro che votano SI’ non si rendono conto che la perdita di sovranità a favore dell’europa equivale a accettare un regime nient’affatto democratico, in quanto essa non è retta da eletti, ma dalla Commissione Europea, che è composta da funzionari designati dai governi che abbiano le caratteristiche di “fedeltà”, e quindi siano ligi ai dictat della BCE. La commissione ha anche il potere di rifiutare le candidature sgradite, come per esempio avvenuto con quella di Buttiglione.
Verrebbe da pensare che sia la copia del modello americano. FALSO !
Questa è solo una BRUTTA COPIA, per il semplicissimo motivo che gli USA sono una federazione compiuta, un unico soggetto politico, mentre l’ACCOZZAGLIA di stati da cui è composta l’europa è l’ideale per chi (proprio gli USA) opera conformemente all’antico principio del divide et impera.
Inoltre non è una buona idea mettersi nella mani di J.P.Morgan, Goldman Sachs, e i pochi altri, poiché se non obbedisci rischi di fare la fine di J.F.Kennedy.
Alla fin fine questa costituzione è stata stritolata tra le bramosie della classe politica, che pretende di avere poltrone e privilegi dedicati, e quindi non ha permesso di eliminare il senato, e le direttive dei poteri forti che hanno banalmente richiesto qualche postilla in cui dichiarare che comandano loro (art. 117: La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali).
Il corollario di tutto questo è la centralizzazione del potere delle regioni nella mani dello stato, proprio per farsi garante del rispetto dei vincoli. In tutto questo confuso bailamme non poteva mancare la ciliegina sulla torta, il mantenimento delle regioni a statuto speciale.
Questa riforma assomiglia molto a dei compiti fatti in fretta e furia da un maldestro e svogliato studente, e stucca sentirlo chiedere a noi di non venir bocciato.