DI PINO APRILE

PINO APRILE

Siccome vivo all’estero e sono iscritto all’AIRE, ieri nella cassetta postale ho trovato la scheda del referendum. In netto ritardo rispetto ad altre elezioni ma capisco: il Consolato avrà ricevuto istruzioni per sincronizzarne l’arrivo con quello della lettera propagandistica di Renzi, in modo che poi gli elettori non avessero tempo per riflettere, informarsi, discuterne con parenti o conoscenti (per essere valida deve giungere al Consolato entro il primo dicembre).
Conoscevo già lo scandaloso quesito ma vederlo stampato sulla scheda, che per me è un simbolo di democrazia, e pensare alle reazioni di chi nell’urna lo leggesse e bassasse su di esso la sua decisione, mi ha fatto male. Approvate voi, viene chiesto, “il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni”? Ovvio che i disinformati, i superficiali, gli ingenui, e sono legioni, risponderanno sì. Ma come è legalmente possibile che un governo manipoli così la verità? Ho letto con attenzione la legge costituzionale che ci viene chiesto di approvare o respingere: in nessun luogo, eccetto che nel titolo, si parla di contenimento dei costi; perché al massimo può essere un obiettivo, un proposito, ma certo non una norma costituzionale. Però alle gente questo viene fatto credere: che si voti per diminuire gli sprechi. Che schifo. E che schifo i tanti intellettuali che, pur conoscendo questa truffa, l’hanno appoggiata, la stanno appoggiando. Per loro non ci potrà essere perdono o comprensione; che si perda o si vinca, il 4 dicembre deve iniziare una nuova fase di lotta che alla fine porti alla completa epurazione della classe dirigente più corrotta e squallida della storia italiana.