DI FABRIZIO FALCONI
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Si chiamava Sayuri. Questo me lo ricordo. Ci sono incontri che durano lo spazio di una manciata di minuti e per motivi sconosciuti non li dimentichi più nella vita. era notte fonda a Juan-le-Pins, e io – sfigato corrispondente per radio e agenzie sfigate – accreditato al Festival di Cannes avevo 27 anni. La proiezione finì tardissimo, io non sapevo come tornare a casa, avevo preso un treno notturno da Cannes e sulla banchina della stazione avevo visto questa ragazza giapponese che si congedava da un uomo che forse era il suo amante. un amante che non doveva renderla molto felice. Scendemmo alla stessa stazione e c’era un solo taxi. Lo dividemmo e durante il tragitto vicini sul sedile posteriore scambiammo solo poche parole, lei parlava poco l’inglese. Vidi il suo profilo azzurro nella controluce del finestrino e sentii che la sua pelle aveva un profumo sconosciuto. Scendemmo ad un piazzale deserto e rimanemmo in piedi uno di fronte all’altro, toccandoci la mano. Non l’ho rivista mai più, anche se lei per molti anni ha continuato a scrivermi cartoline da Londra e da altre città, tutte con la stessa minuta grafia e le stesse parole gentili.
Decalogo giapponese dell’amore
(mia libera traduzione)
1. L’amore perfetto non si raggiunge mai attraverso il possesso. Il sesso perfetto non arriva mai attraverso il possesso.
2. L’amore perfetto non arriva mai attraverso uno sfogo o una frustrazione. Il sesso perfetto non viene mai per la via di uno sfogo o di una frustrazione.
3. Mai cercare l’amore perfetto per trovare il sesso perfetto.
4. Mai cercare il sesso perfetto per trovare l’amore perfetto.
5. L’amore perfetto non chiede nulla.
6. Il sesso perfetto non chiede nulla.
7. L’amore perfetto è come un fiore che si apre al mattino.
8. Il sesso perfetto è come un fiore già aperto che riceve la luce perché è aperto.
9. Il sesso perfetto è l’immobilità del torrente che trova il mare.
10. L’amore perfetto è il mare che tu sei. E dentro di te, tutto.