DI LUCA SOLDI

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Ci sono evidenti falle nel sistema elettorale messo in piedi per il voto referendario che riguarderà gli italiani all’estero. Ci sono documenti per il voto inviati due volte allo stesso indirizzo e che quindi offrono una duplice opportunità per pronunciarsi al seggio. Non vanno poi dimenticate nemmeno le lettere inviate dal comitato del Sì e dallo stesso Renzi agli italiani che vivono all’estero. Condizioni che mettono in dubbio la legittimità di un voto esercitato con piena consapevolezza e regolarità. Insomma ci sono evidenti perplessità su quel voto espresso dai connazionali all’estero che potrebbe condizionare tantissimo, visto anche la concreta possibilità che tutto possa essere risolversi ad uno sprint sul filo di lana. Per questo il presidente del comitato del No, Alessandro Pace, nel corso di un incontro con la stampa estera, ha parlato dei rischi legati al voto non regolare che potrebbe arrivare dall’estero. Pace si è soffermato sul peso che questi voti potrebbero avere nella consultazione: “Se il voto all’ estero fosse rilevante ai fini della vittoria del SI al referendum costituzionale del 4 dicembre, noi avremo la possibilità di effettuare reclamo all’ufficio centrale del referendum, l’organo giurisdizionale che può sollevare questioni di costituzionalità” davanti alla Consulta. Il voto, secondo quanto stabilisce la nostra Costituzionale, è “personale, libero e segreto”, ma allo stato delle cose, per il modo con cui si vota all’estero “non è garantita la segretezza”. E questo e’ quanto, ma a poco più di dieci giorni dal voto ci sarebbero ancora i margini per intervenire.