DI PIPPO GALLELLI

PIPPO GALLELLI

La Juve passa a Siviglia vincendo 3 a 1 e si qualifica, con un turno di anticipo, matematicamente agli ottavi della Champions League prenotando anche il primo posto del girone. Il risultato potrebbe fa immaginare, a chi non ha seguito la partita, un dominio bianconero e un’affermazione netta sul piano del gioco. Non è andata così, in realtà, la formazione di Allegri ha sfruttato le ben note doti di carattere e praticità ma non ha offerto una prestazione da incorniciare, almeno sul piano del gioco. Certo Allegri, per una partita così importante, doveva fare a meno di titolari di peso, e che peso: Higuain e Dybala innanzitutto e poi Barzagli, Benatia e Pjaza. Nella formazione iniziale bianconera il tecnico toscano ha schierato Mandzukic di punta con Alex Sandro e Cuadrado sulle ali. Difesa a quattro con Rugani chiamato finalmente chiamato alla prova del nove. Dopo un inizio promettente dei bianconeri la partita si mette subito male: al 9° Pareja segna un gran gol al volo, di destro, su azione da calcio d’angolo. La Juve accusa il colpo, ma minuto dopo minuto cerca faticosamente di riguadagnare campo, nel primo come nel secondo tempo però gli juventini denunciano errori di precisione e poca mobilità nei movimento senza palla: sarà il leitmotiv di tutta la partita. Ci pensa l’ex Palermo Franco Vazquez ad agevolare i bianconeri facendosi espellere ingenuamente per una doppia ammonizione. Nel finale del primo tempo la Juve trova il pareggio: al 46° Clattenburg vede un fallo in area su Bonucci e Marchisio è implacabile dal dischetto. La partita si trasforma in una bolgia il pubblico contesta l’arbitro e gli spagnoli cercano di buttarla” in caciara”. All’11° della ripresa Clattenburg espelle anche Sampaoli che inscena una specie di psicodramma per una punizione richiesta e inesistente. Nel secondo tempo i bianconeri non sembrano approfittare della superiorità e si lasciano intimidire dal clima infuocato.

Gli juventini danno vita ad una specie di “sagra degli errori” e quelle poche volte che ne azzeccano una danno l’impressione di poter affondare il colpo. Nel finale gli uomini di Sampaoli, che continuerà il suo show dalla tribuna, non ne hanno più e una zampata di Bonucci porta la Juve in vantaggio. E’ il 39° e il difensore bianconero indovina un tiro nell’angolo da 20 metri, su una ribattuta di Mercado che aveva anticipato l’appena entrato Kean. Nel finale, al 49°, trova gloria anche Mandzukic che sigla il terzo gol. La Vecchia Signora agli ottavi, va bene così, me appare ben chiaro che questa Juve non ha trovato gli equilibri giusti e che alcuni dei nuovi stanno tradendo le aspettative. Pjanic ha offerto una prova scadente, così come Dani Alves che mette a rischio infarto i suoi tifosi ad ogni disimpegno. Deludenti stasera anche Mandzukic, Khedira e lo stesso Marchisio che però ha delle attenuanti per gli infortuni. Bene Alex Sandro e, tutto sommato, Rugani dopo qualche sbavatura iniziale. Esordio in Champions per il giovanissimo Kean, classe 2000, adesso lo aspettiamo al battesimo del gol. La Juve festeggia, ma c’è molto da riflettere per Allegri e i dirigenti bianconeri.