DI ANNA LISA MINUTILLO
ANNALISA MINUTILLO
Una notte di follia e sangue a precedere la serata di Champions che veniva già catalogata “ad alto rischio” ed ora lo è ancora di più, con il rischio di rappresaglie che si può protrarre anche dopo la partita. E’ lunga la giornata che conduce a Siviglia-Juventus, dopo gli scontri che sono avvenuti della notte alla taverna Pabellon. Cinque auto di ultrà andalusi del gruppo Biris Norte, in tutto una quindicina di persone, si sono fermate fuori dal locale per dare il via a un agguato in piena regola  a danno dei tifosi juventini, una dozzina circa, al grido di “Hooligans Sevilla”.
Il bilancio al momento riferisce di tre persone in ospedale: un italiano, un belga tifoso della Juve e uno spagnolo, ritrovato in un secondo momento da un passante in una strada secondaria. Tutti feriti da armi da taglio o da vetri utilizzati per colpire in questa rissa che si è scatenata sia dentro che all’esterno dal locale. Uno dei tre, che secondo quanto riferito da più fonti dovrebbe essere il cittadino belga ricoverato all’ospedale Virgen del Rocìo di Siviglia, sarebbe in condizioni più gravi per ferite multiple al torace e alla gamba. Non sarebbe in pericolo di vita, ma risulta essere stato operato d’urgenza. Al momento non ci sono ultrà fermati dalla polizia spagnola, che è giunta sul luogo del blitz assieme ai primi soccorsi per i feriti.
Secondo fonti investigative torinesi, in contatto con i colleghi spagnoli, gli ultrà iberici hanno agito a volto coperto, armati di spranghe e bottiglie: la rissa viene descritta come “un vero e proprio agguato” ai tifosi juventini, tutto questo è assurdo dato che lo sport dovrebbe essere un’occasione di aggregazione e non un campo di battaglia dove dare libero sfogo alla tensione ed alla brutalità
A Siviglia ci sono 1700/2000 juventini e per la sfida di stasera allo stadio Sanchez Pizjuan in cui c’è in palio il primo posto nel girone H di Champions Leagueed in occasione dell’evento erano già stati attivati 800 tra poliziotti e agenti di sicurezza privata del Siviglia. Gli ultrà locali del gruppo Biris – storicamente di estrema sinistra e indipendentisti andalusi – sono molto attivi e il 1 novembre in occasione della partita con la Dinamo Zagabria erano stati attaccati in città, sempre alla vigilia del match, da un gruppo di 50-60 ultrà croati (tre fermati). Non si esclude che l’aggressione agli juventini possa essere considerata come una prova di forza dopo lo smacco subito.
Un anno fa gli stessi sivigliani si erano fatti notare per un’aggressione a una coppia di tifosi del Valencia: il fatto di trovarsi di fronte a una donna incinta non li aveva fatti retrocedere dal loro violento intento. Nella festa di San Firmin di quest’anno a Pamplona (nella parte nord della Spagna) gli hooligan del Siviglia si erano distinti per una violenza di gruppo ai danni di una ragazza di 18 anni. Lì il calcio non c’entrava nulla e gli ultrà sono stati riconosciuti grazie a tatuaggi e simboli del gruppo Biris.