DI MANUELA PALERMI
MANUELA PALERMI
Venerdì ho partecipato ad un dibattito su “La Costituzione fa scuola”. Non conosco molto il mondo della scuola, la mia è una cultura industriale, vengo dalle fabbriche. Ma quando Luca ha parlato in segreteria di una campagna nazionale del Pci sul rapporto tra misure sociali (appunto la schifezza della buona scuola) e la controriforma della Costituzione, mi sono subito convinta. C’è chi parla di accozzaglia e chi si interroga seriamente, come gli insegnanti e i precari presenti venerdì. Sono rimasta colpita dagli interventi, dalla passione, dalla lucidità con cui esponevano le loro idee… ho capito dalle loro parole lo sconquasso drammatico provocato da “la buona scuola” in un ambiente delicato come il loro, che hanno la responsabilità enorme della formazione dei ragazzi. Una volta Dina, che è insegnante di sostegno, mi ha parlato di alcune sue esperienze. Se ti sbagli lì, con i ragazzi che hanno problemi, il tuo errore è quasi come quello di un chirurgo, difficile riparare. La scuola della rappresentanza e della democrazia orizzontale è stata sostituita da un disegno verticale, aziendalistico. E’ a questo modo di vedere il mondo, un modello competitivo fatto proprio dalla cultura piddina, del tutto contrario allo spirito della Costituzione repubblicana che dico NO: c’è bisogno e diritto di partecipazione, di modelli democratici, di sperimentazioni. per questo il 4 voto NO.