DI ELIO LANNUTTI
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Natale: spesa per i regali di Natale +0,9% rispetto al 2015.
Lieve crescita, ma la vera ripresa è ancora lontana. Aumentano acquisti a rate.
Forse per le temperature ancora sopra alla media, o forse per la situazione delicata del Paese, non si respira aria di Natale.
Sono pochissimi coloro che già effettuano acquisti natalizi, quasi tutti li rimandano a ridosso delle festività. Fanno eccezione coloro che hanno già le idee chiare: specialmente per quanto riguarda specifiche richieste di giocattoli ed articoli elettronici di ultima generazione, che spesso necessitano di una prenotazione in anticipo.
Le prime stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, prevedono una lievissima crescita delle spese per i regali di Natale, pari al +0,9% rispetto allo scorso anno.
Il budget che ogni famiglia metterà in campo quest’anno sarà di circa 124,80 Euro, pari ad un giro di affari di circa 3,12 miliardi di Euro.
Analizzando i singoli settori di mercato, emerge che il settore alimentare è quello che conosce la crescita maggiore: +3,1%.
Il settore del turismo, invece, è quello che risentirà della crisi peggiore, anche se più contenuta rispetto al 2015: -12,6%.
Torna a crescere soprattutto la spesa per l’elettronica di consumo, trainata dagli acquisti degli articoli di ultima generazione, che registrerà un incremento del +1,2%.
La timida crescita della spesa per i regali di Natale in tale settore è motivata anche dal fatto che molte famiglie acquisteranno a rate, dilazionando la spesa sull’intero anno.
Da tale andamento emerge che siamo ancora lontani da una vera e propria ripresa. Per fare in modo che questa abbia luogo è necessario agire concretamente sulla domanda interna, creando nuova occupazione, nuove prospettive e nuovi redditi.
Andamento della spesa delle famiglie
per i regali di Natale 2016 in alcuni settori
Editoria 0,4%
Elettronica di consumo 1,2%
Abbigliamento e calzature -0,2%
Mobili, arredamento per la casa, elettrodomestici -3,4%
Profumeria e cura della persona 0,6%
Giocattoli 0,9%
Alimentazione 3,1%
Turismo -12,6%