DI VINCENZO PALIOTTI

PALIOTTI

Napoli e Dinamo Kiev si dividono la posta complicando la qualificazione per il Napoli che ora deve fare risultato a Lisbona nell’ultima gara del girone di qualificazione della Champions League. Nel Napoli Albiol ha ripreso il suo posto al centro della difesa azzurra dopo l’infortunio; Zielinsky Diawara ed Hamsik confermati a centrocampo mentre Jorginho è rimasto ancora fuori. In attacco Sarri ha schierato Callejon, Insigne con Mertens “finto centravanti”. La partita del Napoli non è stata all’altezza delle prestazioni alle quali il Napoli ci ha abituati. Poca concretezza, tanti calci d’angolo nessuno messo a frutto, tanti palloni persi e inferiorità nei recuperi rispetto agli ucraini che parevano avere più benzina. Oltre a ciò è mancata anche quella “cattiveria” agonistica che tante volte ha tolto le castagne dal fuoco a Sarri portando a casa il risultato. Ci si aspettava molta più decisione nella ricerca del risultato pieno. E invece la squadra azzurra ha avuto troppe pause alternate a momenti di buon gioco, pochi per la verità, ma in tutte le situazioni la Dinamo si è difesa bene, senza affanni bloccando quasi sempre gli azzurri a centrocampo senza però poi creare pericoli alla difesa azzurra. Unico sussulto degno di cronaca nel primo tempo quando un confusionario ed evanescente Insigne è entrato in area del Kiev, lanciato benissimo da Hamsik, ma si è “sgambettato” da solo perdendo un’occasione importante. Una prova quindi incolore del Napoli che non può essere solo giustificata con la mancanza dell’uomo di peso al centro dell’attacco. Ci sono degli equivoci che vanno risolti come quello di pretendere che Diawara. che è certamente un ottimo intenditore, possa sostituire in tutto e per tutto Jorginho che era il “metronomo” della squadra. Forse bisognava insistere sull’italo-brasiliano perché è giocando che si ritrova condizione e posizione in campo. Ed anche non si capisce come mai attendere il minuto 86 per tentare la carta Giaccherini. Tutti interrogativi che lasciano perplessi e che devono essere risolti per raddrizzare una stagione che era nata bene ma che un po’ per sfortuna, infortunio di Milik, un po’ per qualche errore di valutazione, Gabbiadini non è mai stato una punta centrale anche se stasera ha tentato varie volte la via della rete, sta rischiando di diventare fallimentare. Ora ritorna il campionato e si spera che certi equilibri persi si possano ritrovare, in vista anche dell’ultima gara del girone di Champions a Lisbona contro il Benfica.