DI MARISA CORAZZOL
 (NOSTRO CORRISPONDENTE A PARIGI)
MARISA CORAZZOL
Se Sarkozy ha perso al primo turno delle primarie francesi per il più che evidente rifiuto di oltre 4 milioni di elettori, è altresì incontestabile che i due “finalisti” che si contenderanno la vittoria domenica prossima assomigliano ad una “soupe à l’oignon” congelata ed ora scongelata, malgrado puzzi di stantìo.
Basta leggere il programma del “papabile” François Fillon che ha sbaragliato ieri con circa 40% di voti a suo favore, per capire che se dovesse vincere anche le presidenziali del 2017, la Francia farà un salto indietro di almeno 30 anni.
Fillon, primo ministro di Sarkozy dal 2007 al 2012, ha sedotto una maggioranza silenziosa di “destra destra” che non si riconosce nel “front national” ma che vuole tornare al comando del Paese con le promesse ultra liberali del loro idolo, il quale, tuttavia, lasciò in eredità una spaventosa crisi economica e sociale che l’inetto Hollande non ha saputo – né voluto – appianare.
In sintesi, Fillon preconizza:
– aumento dell’ IVA (danno per i consumatori)
– fine delle 35 ore settimanali (si torna a 39 – 40 ore settimanali)
– degressione delle indennità di disoccupazione
– aumento progressivo dell’età pensionabile
– soppressione di 500 mila posti nella pubblica amministrazione
– proroga della durata di sfruttamento delle centrali nucleari e la non chiusura della più pericolosa di queste: quella di Fessenheim, in Alsazia.
– Abolizione per decreto presidenziale del diritto di adozione per le coppie omosessuali
– accorpamento di tutte le forze dell’ordine sotto un unico comando (Ministero dell’Interno)
– divieto di manifestare nel caso in cui le forze dell’ordine “non siano in grado di garantire la sicurezza”.
Ne riparleremo. Intanto, “on prend les mêmes et en recommence”…