DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

Le primarie della destra moderata francese hanno decretato il definitivo oblio dell’ex Presidente Nicolas Sarkozy e il ballottaggio di domenica prossima tra Alain Juppè e Francois Fillon. Nulla da fare pertanto per lo sceriffo Sarkozy fautore dell’ordine pubblico assoluto che si alienò immediatamente le simpatie popolari in quanto ruppe una delle consuetudini repubblicane, l’amnistia di inizio mandato. Juppè-Fillon sarà una sfida tra due ex premier. Un segnale beneaugurante per ambedue. Infatti gli ex premier che hanno concorso in un’elezione presidenziale hanno sempre vinto Pompidou nel 1969 e Chirac nel 1995. Sempre invece sconfitto il premier in carica dal Presidente uscente Chirac da Mitterand nel 1988 e Jospin da Chirac nel 2002 al primo turno. Juppè incarna la destra sociale che portò Chirac all’Eliseo nel 1995, Fillon la destra liberale che trascinò Sarkozy alla vittoria su Segolene Royal nel 2007. Due carriere diverse ma all’ombra degli uomini forti del gollismo francese. Juppè, 71 anni, Ministro del Bilancio e portavoce del governo (1986-1988), Segretario Generale del Rpr, Ministro degli Affari Esteri (1993-1995), Primo Ministro (1995-1997), Ministro della Difesa (2010-2011), nuovamente Ministro degli Affari Esteri (2011-2012). Per il quotidiano comunista “Humanitè” il migliore Ministro degli Esteri della Quinta Repubblica. Fillon, 62 anni, Ministro del Lavoro per due volte (1995-1997) e (2002-2004), Ministro dell’Educazione (2004-2005), Primo Ministro (2007-2012). Secondo i sondaggi, che vanno presi con il beneficio dell’inventario, sarebbero favoriti in un ipotetico ballottaggio con Marine Le Pen. Nell’improbabile ma possibile eventualità dell’affermazione della leader del Front National si verificherebbe una coabitazione tutta di destra. Presidente di estrema destra e maggioranza parlamentare della destra repubblicana. Una spaccatura che come sostenne il politologo Andrè Siegfried rispecchia la divisione del paese tra la parte che ha accettato i principi della rivoluzione del 1789 e la parte che rifiuta tali valori. Uno scenario determinato dal sistema maggioritario che esclude il terzo partito dalla suddivisione dei seggi. A meno di un devastante crollo socialista. Sarà un maggio veramente francese.