DI JACOPO FO
jacopo fo
Luigi Zingales, sul NYT, ha consigliato alla sinistra Usa di non fare come l’opposizione italiana a Berlusconi.
Ha scritto che attaccare Trump soprattutto sul piano della sua vita privata non serve. Anzi lo rafforza. Bisogna contestare i suoi programmi e proporre alternative.
Ha ragione: Berlusconi come Trump hanno tratto grande vantaggio dall’essere stati demonizzati sul piano personale. I progressisti sono ammalati di moralismo, credono che gli elettori si rifiuteranno di votare un candidato IMPRESENTABILE. La storia ha dimostrato che, al contrario, più ci si scaglia contro un leader sul piano personale, più diventa un personaggio… E la gente adora i personaggi. E li vota. È una sindrome televisiva.
Per capire la vittoria di Trump bisogna andare a misurare lo spazio che ha avuto su internet e i media: uno spazio enorme, molto più vasto di quello della Clinton.
E poi bisognerebbe interrogarsi sulle uscite come quella diMadonna che promise delizie sessuali orali a chi avesse votato Clinton, e quella di De Niro che esprimeva il suo desiderio di fare a pezzi Trump fisicamente. Hanno favorito i democratici o sono state la loro pietra tombale?
Sicuramente Madonna ci ha guadagnato una visibilità mondiale ma credo che il suo discorso (“lo faccio con passione, ti guardo negli occhi… e poi deglutisco”) abbia fruttato a Trump migliaia di voti. Bisogna considerare che certe pratiche sessuali sono ancora illegali in alcuni Stati… Dirlo così, di fronte a migliaia di spettatori…
È una vergogna! Un peccato contro Dio, la patria e la torta di mele!!!
Ma il discorso è più ampio: buona parte degli elettori di Trump sono persone molto arrabbiate col sistema, con la globalizzazione, con la modernità, che vivono come una minaccia mortale. È la modernità che ha portato a trasferire tante fabbriche nei paradisi salariali. È la modernità che li ha catapultati in un mondo digitale che non capiscono e che li sconcerta. La rivoluzione di Internet è stata troppo veloce. Trump con i suoi deliri rappresentava bene questa rabbia furente e cieca. Questo terrore verso il futuro. E lui promette di riportare gli Usa agli anni 50. Votarlo è stato percepito come un modo di mandare a quel paese il sistema. Quei finanzieri che con un click trasformano un quartiere operaio in un deserto.
Mi chiedo, al di là dell’estremismo surrealista porno di Madonna, se tutte queste dichiarazioni di voto a favore della Clinton da parte di gente di successo e molta Hollywood, non abbiano alla fine contribuito a peggiorare l’immagine di Hillary. Se sei arrabbiatissimo chi voti? La politicante di lungo corso che ha il sostegno di tutti quelli belli ricchi e di successo, oppure una bestia pazza che ne dice di tutti i colori e che può vendicarti facendo saltare il banco?
Ma credo che vi sia un secondo elemento che spiega il successo di Trump come di Berlusconi.
Al muro di chiacchiere di Trump i progressisti hanno opposto un altro muro di chiacchiere.
Con l’aggravante che anche le cose buone realizzate da Obama non le hanno raccontate alla gente umile. Obama era convinto che bastava dirlo ai media e scriverlo sui social network che aveva fatto la riforma sanitaria. Non ha capito che oggi c’è un mondo che non naviga sui siti di informazione, magari usa internet ma non certo per capire la politica. Obama avrebbe dovuto mobilitare un esercito di attivisti che andassero a spiegare porta a porta questa notevole conquista sociale.
Ma nel dna dei democratici non c’è l’idea della comunicazione diretta, si fa per le elezioni e poi basta. Lo stesso tragico errore diProdi: se fai una legge giusta ma poi non la gestisci non funziona. Nel 2007 fu fatta la legge sul fotovoltaico ma poi nessuno del governo andò a spiegare alle famiglie e alle piccole imprese cosa fare, nessuno si preoccupò di calare nella realtà le opportunità; calare nella realtà vuol dire preoccuparsi di convincere le banche a proporre mezzi finanziari idonei, consociare le piccole aziende impiantistiche perché creino garanzie collettive di qualità, ostacolando i furbi che poi ti rovinano il mercato. Ma i progressisti italiani e Usa, vivono nell’Empireo dei talk show e delle conferenze stampa e quando fanno un tweet gli pare di aver compiuto un miracolo di modernità. Pensano che non sia compito loro occuparsi di costruire le condizioni perché le persone capiscano le novità positive e le sfruttino.
Sicuramente molti degli elettori di Trump ci resteranno di merda quando si renderanno conto che perderanno un parente o un amico se la riforma sanitaria verrà annullata. Michael Moore nel suo splendido spettacolo (Trumpland) ci ha informati che migliaia di statunitensi morivano ogni anno perché non avevano soldi per curarsi. Ma forse non ci resteranno mai male perché non sapranno mai la cazzata che hanno fatto a votare l’Impresentabile… O a non andare a votare perché Hillary non era abbastanza dalla loro parte. Non lo sapranno mai perché vivono altrove.
Solo un movimento progressista capace di vivere tra la gente, di dare vita a concrete azioni solidali, esperienze di cooperazione, di crescita culturale, potrà fronteggiare in futuro i Trump. Ma perché questo accada servirebbe uno profondo cambiamento nel modo di concepire la politica. Al primo posto mettiamo la capacità di agire migliorando veramente le condizioni di vita della gente oppure mettiamo al primo posto la campagna elettorale? Facciamo vedere quel che sappiamo fare per il popolo e poi chiediamo il voto oppure giuriamo che se ci votano POI faremo cose belle?
Succederà? Probabilmente no. Probabilmente ci vorranno molti Trump prima che i progressisti cambino pelle.
È una questione che riguarda un po’ tutti. I 5 Stelle hanno fatto una cosa strepitosa che non aveva mai fatto nessuno: hanno restituito decine di milioni di euro allo Stato lasciando all’apparato burocratico il compito di spenderli… Ma in un momento come questo forse sarebbe meglio che dimostrassero la loro capacità di governo spendendo direttamente il denaro del finanziamento pubblico per il bene della gente; e mostrando che amministratori onesti e capaci possono realizzare interventi veramente utili senza buttare i soldi dalla finestra.
Lo hanno fatto in Sicilia, ricostruendo a tempo di record un pezzo di strada crollato, spendendo molto meno di quel che l’amministrazione aveva preventivato. Grandioso. Ma poi la maggioranza dei 5 Stelle ha deciso che azioni simili non vanno bene. Forse c’è la paura di sbagliare e di essere visti come gli altri politici pasticcioni. Io credo al contrario che la priorità oggi sarebbe proprio quella di dimostrare la propria affidabilità e professionalità.
Lo volete governare questo Paese o no?