DI ANNA LISA MINUTILLO
ANNALISA MINUTILLO
Condanna a 18 anni di reclusione per Paolo Pietropaolo, il 40enne che lo scorso 1 febbraio ha dato fuoco alla compagna Carla Caiazzo, di 38 anni. La sentenza è stata emessa dal gup Egle Pilla. Il pm aveva chiesto 15 anni di carcere. Al momento dell’aggressione Carla Caiazzo , era incinta. di otto mesi . La giustificazione accampata come scusa dall’autore di questo folle gesto è quella di aver pensato di essere stato tradito. Pietropaolo dovrà pagare 325mila euro complessivi di risarcimento a titolo di provvisionale alle parti civili: 250mila alla Caiazzo e 50mila alla sua bimba nata prematuramente subito dopo l’aggressione. Altri 25mila euro spetteranno all’Associazione “La Forza delle donne” che si è costituita parte civile. L’imputato è stato condannato anche all’interdizione perpetua ai pubblici uffici. Il giudice ha disposto infine la sospensione della potestà genitoriale. I pm Falcone e Mancuso hanno augurato sia alla donne che a sua figlia di poter avere un avvenire sereno –
L’aggressione avvenuta a Pozzuoli vicino Napoli lo scorso Febbraio aveva lasciato l’opinione pubblica sgomenta perché riuscire a comprendere atti di questo tipo è già di per se impossibile, quando si tratta della donna che si ama e da cui si aspetta un figlio , la viltà diventa ancor meno giustificata ed ogni forma per fornire motivazioni insulse fa accapponare la pelle ancor di più.
Una violenza che non si è fermata di fronte a nulla che ha visto il Pietropaolo salire a bordo della sua auto subito dopo aver compiuto il fatto , non lucido per comprendere ciò che stava facendo? ma sufficientemente lucido per mettersi alla guida abbandonando li il suo “oggetto d’amore” che è stata soccorsa grazie all’allarme lanciato da un vicino di casa.
Carla Caiazzo, è stata prima ricoverata all’Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli dove i sanitari sono riusciti a far nascere la bimba. Subito dopo è stata trasportata al reparto ustionati del Cardarelli a Napoli dove si è ritrovata in prognosi riservata con ustioni di terzo grado su oltre il 40% del corpo. La maggior parte delle ustioni si concentrava su volto, torace e testa. Carla aveva deciso di interrompere la relazione nonostante la gravidanza e questo molto probabilmente non è stato “digerito” dal suo compagno /carnefice.
Paolo Pietropaolo, si è accanito contro la donna al culmine di una lite, l’ha cosparsa di alcool e le ha dato fuoco così, semplicemente come se non vi fosse stato mai amore, come la sua follia gli ha ordinato di fare .Le indagini sono state svolte in maniera congiunta dai militari di Formia e da quelli di Pozzuoli .
Tra due giorni sarà celebrata la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro la donna, indetta dall’ONU, si organizzano manifestazioni, incontri, dibattiti, confronti .
Se ne parla ovunque di questa violenza di cui non se ne può davvero più, si vive in un mondo che si ritiene evoluto ma che non ha preparato l’uomo all’accettazione del rifiuto, alla fine dell’amore che non accade mai per caso ma che spesso è la conseguenza di storie già violente destinate a naufragare , perché l’amore non si impone, l’amore deve essere libero di nascere ma anche di finire senza vedere per forza in questo terminare anche quello della vita delle donne che spesso sono loro incapaci di amare perché troppo concentrati su se stessi e poco propensi a capire che le donne non sono solo corpi da usare ma vanno supportate ed aiutate nel cammino della loro vita che renderà migliore anche chi a loro si accompagna.