DI PAOLO DI MIZIO
Paolo Di Mizio
Volete sapere come fu la mia ultima notte al Tg5? In regia si era radunato un gruppetto di giornalisti e di tecnici. C’era anche mio figlio, Jacopo, che era venuto a vedere il papà nella sua ultima “sonata”.
Alla fine del telegiornale, dopo la sigla di coda, la cosa fu molto commovente. Lì nello studio del Tg5 tutti mi abbracciavano. Un collega, Alberto, abbracciandomi, ebbe un singhiozzo di pianto: è un uomo di grande cuore e onestà. Nessuno se ne voleva andare. Fu un addio lunghissimo. Finché infine, ad uno ad uno, tutti andarono via ed io tornai nella redazione.
Ero solo, nel grande open space, e sapevo di respirare quell’atmosfera per l’ultima volta.
Aprii la posta elettronica e trovai almeno una decina di mail di gente che non conoscevo, telespettatori, che mi salutavano, mi chiedevano perché, mi dicevano frasi commoventi….Risposi brevemente a tutti.
Poi presi la mazzetta dei giornali del giorno dopo, “freschi di stampa”, e,come sempre, cominciai a leggerli.
Quando ebbi finito, riposi le mie cose nella mia borsa, mi rimisi la giacca e mi incamminai fuori. Sulla porta a vetri del grande open space della redazione mi fermai un attimo, mi voltai per guardare quello spazio per l’ultima volta, e poi mi diressi verso la portineria.
I vigilantes mi salutarono con affetto, mi fecero gli auguri. Uno di loro, il più giovane, preso da un moto quasi irresistibile, mi abbracciò commosso, affondando la testa sulla mia spalla. Quasi piangeva. Rimasi scosso un poco, ma sereno.
Salii in macchina e guidai lentamente verso casa, guardando ogni angolo, ogni metro, del percorso che avevo compiuto per tanti anni tutte le notti.
Il giorno successivo temevo di svegliarmi con un senso di vuoto, come di uno che cade in un burrone. Invece, stranamente, mi sentii sereno, sollevato, quasi felice.
(Grazie Ilde Monitto per avermi ricordato questi miei appunti).
foto di Paolo Di Mizio.
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foto di Paolo Di Mizio.
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