DI MARIA PIA PIZZOLANTE

Maria Pia Pizzolante

Idiosincrasie: siamo tutti convinti che bisogna ragionare del merito della riforma ma poi “chi vota si è venduto ai mercati”, “chi vota no fa un favore alle destre” e bla bla bla; siamo tutti convinti che gli schieramenti del no o del si non siano coalizioni politiche, non siano progetti di alternativa, non abbiano un progetto, ma continuiamo a dividere buoni e cattivi sulla base dello schieramento a cui apparteniamo.
Non vorrei essere nei panni degli indecisi, si fa davvero fatica, tra parolacce e minacce di brogli a credere ancora che ci sia la Politica, quella con la P maiuscola.
Per fortuna non tutti e non tutto è perduto, io sto con quelli che discutono, si infervorano, dibattono, volantinano, appendono manifesti, ma che non tifano, non fischiano e non applaudono, sto con quelli che pensano che se dal 5 dicembre non vogliamo continuare a fare danni forse dovremmo iniziare da oggi, anzi da ieri a lavorare alacremente alla ricostruzione di un’etica della politica e dello stare insieme.
Mi pare che abbiamo molto da fare a partire dalla mia parte, quella sinistra che non merita il 3% e l’ininfluenza a cui l’abbiamo relegata.

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