DI TONI JOP

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THAT’S PANìCO, THAT’S AMMORE! (DOVE PANìCO STA PER ORGOGLIOSA CONCLAVE VETEROROMANA SULLA RIVA OPPOSTA DEL TEVERE CHE OSPITA CASTEL SANT’ANGELO). TITOLO: SVELATO IL GIALLO DELLA TARGA DEL PCI MISTERIOSAMENTE ASPORTATA DALL’INGRESSO DELLA DISMESSA SEDE DEL PD DI VIA DEI GIUBBONARI.
SVOLGIMENTO. SCENDO IN STRADA, PANìCO MI ACCOGLIE COME TERRITORIO AMICO, SOLIDALE, PROTETTO, TUTTI SI CONOSCONO, IL CONTROLLO è ASSICURATO ED è COSA LIQUIDA COME CONFIDENZA AFFETTUOSA, CONSUETA, STORDENTE. ALZO GLI OCCHI DA TERRA, QUALCUNO STA PARLANDO CON ME, DA VENTI METRI DI DISTANZA. “A TO’ MA CHEMME VOLETE SFONNà VOIALTRI COMUNISTI, VE VOLETE Dà NA CARMATA?”. é FRANCO. FRANCO “ER MARMISTA”, FIGURA STORICA DELLA PANìCO DELLE ORIGINI. PANìCO NON è LUOGO QUALUNQUE A ROMA. è L’ULTIMO PEZZO “ANTICO” CEDUTO A MALINCUORE ALL’ONDA FIGA, DEI PROFESSIONISTI, DELLE ASPIRANTI ALLE LUCI DEL GRANDE FRATELLO, DEGLI ARTISTI CHE CE LA FARANNO, DEI TURISTI CHE HANNO SCOPERTO LA BELLEZZA DI FAR LA SPESA AI CORONARI INVECE CHE STAR DENTRO UN ALBERGO CHIRURGICO, FREDDO E OGGETTIVO. ERA, FINO A QUALCHE DECINA D’ANNI FA, UN MAGNIFICO GHETTO. PROSTITUZIONE, MALAFFARE, PAPPONI, LADRI DENTRO E FUORI DALLE CELLE, ARTIGIANI, MECCANICI, FABBRI, DORATORI, CHE SI PROFONDEVA VERSO VIA DEI CORONARI E LE SUE BOTTEGHE ANTIQUARIE. MA ERANO, RACCONTANO, FELICI E BIVACCAVANO ASSIEME ALL’ARIA APERTA IN QUEST’ANGOLO DEGRADATO DI ROMA SBATTUTO IN FACCIA AL VATICANO E AI SUOI MARMI. SE ERI, E ANCHE OGGI SE SEI, DI PANìCO VOLEVA DIRE UNA COSA, UNA COSA SPECIALE, COME LO ERANO I “NEMICI” TRASTEVERINI CON I QUALI SPESSO VENIVANO ALLE MANI. FRANCO, TI SEI SVEGLIATO MALE? CHE STAI DICENDO? “MA SEI TE CHE STAI A DORMì, M’AVETE SBATTUTO SUI GIORNALI, CO STA STORIA DAA TARGA DEI GIUBBONARI, LO VOI CAPì O NO CHE SO STATO IO A TOGLIERLA DA DOVE STAVA?”. NOOOOOO, TU? MA SEI AMMATTITO, FRà? CHE TE NE FAI DI QUELLA TARGA? “E SECONDO TE, MO’ VADO IN GIRO A SPALà E TARGHE DAI MURI? MA CHETTESEI BEVUTO, TO? ME L’HAN CHIESTO QUELLI Là, I COMUNISTI COME TE. M’HANNO DETTO: LEVACE STA TARGA, FACCE NA CORTESIA CHE LA DOVEMO METTE DAVANTI A LA SEDE NOVA, AI CORONARI. E IO L’HO FATTO, COME M’HANNO DETTO. E LI GIORNALI HANNO SCRITTO: DE NASCOSTO, ALL’ALBA. Sì, ALL’ALBA DE LI MORTACCI LORO, LE OTTO ERANO Già SONATE QUANNO ME SO MESSO A LAVORà”. HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH “CHETTERIDI, Tò, SO VENUTI PURE I CARABBINIERI, PECCAPì CHE STAVA A SUCCEDE, SE SO MESSI A RIDE PURE LORO: A FRà – M’HA SPARATO UNO – ALLA TUA CARA Età TE SEI MESSO A RUBà E TARGHE DAI MURI? NUN POI CAPì ER CASINO. MA S’IMPARASSERO A FA LE COSE COME DIO COMANDA, STI COMUNISTI, E DIGLIELO Tò, CHE SO LI AMICI TUA”. FRANCO NON è UN RAGAZZETTO, è UN SIGNORE DISTINTO, GRANDE ARTIGIANO, HA SCOLPITO COLONNE E STATUE DI MARMO PER MEZZA CALIFORNIA E HOLLYWOOD, DA QUELLE PARTI UNA BELLA PISCINA PORTA SPESSO I SEGNI DI FRANCO “ER MARMISTA”. E ADESSO SERVE LE SMANIE IMPERIALI DELLA CLIENTELA RUSSA, NELLA POLVERE DI MARMO DI VIA DI PANìCO. “DIGLIELO, Tò, ME FANNO AMMAZZà”, OK, FRà.

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