DI MICHELE ANSELMI

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Cari amici di Facebook, la passione politica che mettiamo (mettete) nella battaglia referendaria sta diventando autolesionista oltre che inutile. Assisto con un certo sgomento all’invelenirsi del confronto, in un parossistico crescendo di epiteti, parolacce, minacce, profezie di apocalissi economiche e familiari, esagerazioni verbali e concettuali, delegittimazioni degli avversari, pratiche governative bizzarre e contro risposte altrettanto avventate, elogi del clientelismo e killeraggi vari, nomi di giornali storpiati e accozzaglie di qua e di là. Non so voi, io mi sono stufato e sono certo di avere le mie colpe.
Da qui al 4 dicembre, quindi, ho deciso di non pubblicare più nulla in merito al referendum sulla riforma costituzionale, che non chiamerò neppure cosiddetta, per non offrire spunti a chi vuole litigare e questionare. Ho deciso da tempo di votare No, ma voglio continuare a cenare, sorridere e passare il tempo anche con chi vota Sì. La vita sta altrove, specie dopo i 60 anni. Il sole sorgerà anche il 5 dicembre, e non vedo ragioni perché il presidente del Consiglio, anche nel caso perdesse, debba dimettersi.

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