DI LUCA SOLDI

LUCA SOLDI

Nel corso della seduta del mercoledì in Commissione Antimafia è stata avanzata la richiesta di avviare una inchiesta sulla vicenda dell’incontro del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, con esponenti della politica locale della stessa regione. A chiederlo i gruppi Fal, Sinistra italiana, M5S, FI e Lega. “Un atto vergognoso – avevano dichiarato in una nota congiunta i membri M5S dell’Antimafia -. Il governatore della Campania ammette di fare uso del voto clientelare e istiga i sindaci del Pd ad utilizzare questo metodo per vincere al referendum. Sarebbe doveroso che l’Antimafia aprisse una indagine conoscitiva e convocasse il ministro dell’Interno. Invece si è solo deciso di chiedere informazioni alla Procura di Napoli. Questa è la situazione reale della classe politica del Pd”. La brutta pagina era già arrivata al presidente Rosy Bindi che aveva dichiarato: “La Commissione Antimafia all’unanimità, mi ha incaricato di richiedere preventivamente informazioni urgenti alla Procura della Repubblica di Napoli in merito a eventuali indagini in corso, agli atti e ai documenti acquisiti e alla posizione dei soggetti coinvolti, per verificare i presupposti per l’avvio di una inchiesta da parte della nostra Commissione, che naturalmente sono legati al tema mafia. Abbiamo sempre agito così per avviare le nostre inchieste e useremo lo stesso metodo”. Così la presidente dell’Antimafia Rosy Bindi che già era stato oggetto, qualche giorno addietro, di pesantissime “battute” da parte di De Luca. Secca la risposta del governatore campano: “Apprendiamo della richiesta avanzata dalla Commissione Antimafia. Ci rende curiosi conoscere l’iter previsto sul reato di battuta e come evolverà la crociata del calamaro”. Con questa nota, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha commenta la richiesta da parte della Commissione Antimafia alla Procura di Napoli di documenti per verificare i presupposti per l’avvio di una inchiesta sulla vicenda. L’ilarità del governatore si cozza però con quelle che sono le testimonianze e le registrazioni effettuate dove si era tenuto questo incontro “segreto”. Ben 300 amministratori campani erano stati “caldamente” caldamente, in pieno stile De Luca, a schierarsi e diffondere il Si, nei territori. “Dobbiamo chiedere voti – aveva detto De Luca nel corso della riunione – ai professionsti e agli imprenditori: se portassero alle urne metà dei loro dipendenti sarebbero migliaia di voti. E dobbiamo pensare anche ai titolari delle cliniche private. Dobbiamo far presente a questi professionisti che prenderemo decisioni anche sui fondi europei”. E poi altre battute al limite della minaccia e dell’offesa che non fanno per niente onore alla politica in generale.