DI MARIA PIA DE NOIA
MARIA PIA DE NOIA
Il 4 dicembre si vota per confermare una proposta di revisione costituzionale. Non si vota per salvare un Governo né per formarne un altro. Quindi non mi interessano i meriti di Renzi, né cosa faranno Salvini/Grillo. C’è una riforma e devo esprimere il mio parere sulla riforma liberamente perché è un mio diritto.
Il risultato può compromettere la tenuta del Governo?
Matteo Renzi sapeva di non avere i numeri e le condizioni ambientali per far passare questa riforma che nessuno gli aveva mai richiesto e non era parte di nessun programma votato.
Non si fanno le riforme costituzionali a colpi di maggioranza (Manifesto dei Valori del PD 2008) perfino con un Parlamento senza vulnus e con un Governo espressione di un programma votato dai cittadini. Figuriamoci in assenza di queste condizioni. Non si fanno le rivoluzioni con un Governo “accozzaglia”, non sostenuto da una maggioranza parlamentare determinata dal voto, con l’ombra della bocciatura del Porcellum.
Matteo Renzi, protetto da Giorgio Napolitano, ha cercato la spaccatura, ora si assuma la piena responsabilità delle conseguenze. Se vincesse il NO lui potrebbe rimanere fino a scadenza naturale cambiando Italicum (la legge più bella del mondo) e facendo la legge elettorale per il Senato. Oppure si potrebbe formare un altro Governo nella stessa maggioranza che faccia queste cose. Nessuna apocalisse, nessun obbligo di voto anticipato.
E se mai si andasse a elezioni subito (con vecchia legge al Senato), l’Italicum che potrebbe regalare il paese a Grillo (Salvini improbabile) lo ha fatto lui mica io. Lo ha fatto quando l’Italia era già tripolare. Ci potevano pensare prima di fare sto capolavoro lui e il presidente ora emerito.
Infine, num me pare ci fosse pari cautela dopo il 25 febbraio 2013, quando Matteo Renzi invocava il ritorno al voto subito in ogni dove contro Pierluigi Bersani. Allora il rischio di una vittoria dei 5S era ancora più alto. E Forza Italia stava comunque là dietro. Nun me pare ci sia stata pari responsabilità istituzionale/premura di tenere unito il centrosinistra quando il PD, non altri, decise di affossare Romano Prodi.
Chiedere ai cittadini che non condividono la riforma di astenersi o addirittura di votarla è veramente contro ogni logica democratica.
Non c’è nessuna emergenza chiunque vinca. Cambiano solo l’idea di rappresentanza e i rapporti di forza tra poteri.